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**Saman: ragazza pakistana, ‘come lei costretta a sposarmi ma poi ho divorziato’/Adnkronos** (2)

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(Adnkronos) – “Il giorno dopo il mio papà ha detto ‘preparati i documenti’, e rimasi in Pakistan per tre anni, un incubo – racconta ancora Tania all’Adnkronos – Poi, mio padre ebbe un brutto incidente e io sono dovuta tornare in Italia per aiutarlo perché i miei genitori non parlano una parola di italiano. Così tornai in Italia, a Brescia. Ma mio marito iniziò a minacciarmi. E dovetti tornare in Pakistan per sistemare i suoi documenti e chiedere il visto in ambasciata per farlo venire. L’ho portato in Italia ai primi mesi del 2019. Subito dopo ha iniziato a chiedermi di avere il permesso di soggiorno. Subito”. “Io e mio padre gli dicevamo che prima doveva trovarsi un posto di lavoro, perché non potevamo dormire a casa dei miei genitori – racconta visibilmente scossa – Secondo la nostra cultura il marito non può stare sotto lo stesso tetto dei genitori o dei suoceri. Quindi, il mio papà gli ha chiesto di trovarsi una casa in affitto. Ma lui non voleva perché i soldi che guadagnava in un ristorante li mandava ai suoi genitori in Pakistan. Alla fine la casa gliela pagava mio padre. Siamo stati insieme per un anno e mio marito in quel periodo mi ha maltrattata, mi picchiava, mi chiedeva continuamente i soldi da mandare in paese, ai suoi. Nel frattempo, poco prima che arrivasse la pandemia io ho perso il lavoro da cameriera. Secondo i miei genitori non dovevo lavorare ma lui voleva i soldi e lo stipendio lo mandava giù a sua mamma. E voleva che io li chiedessi ai miei genitori. E’ stato un periodo terribile”.

“Poi le cose si sono aggravate, continuava a trattarmi malissimo, è stato un vero inferno – dice – ho raccontato tutto al mio papà, che mi diceva: ‘Prova ad andare avanti’. Ma era dura per me. Lui pensava di vivere ancora nel villaggio, non avevo mai visto un cellulare, non aveva mai visto la tv, pensava che il suo comportamento fosse giusto, che picchiarmi fosse giusto”. Nel frattempo il papà di Tania ha comprato alla coppia un piccolo appartamento. Intestato, però, non ai due giovani, ma al fratello della ragazza. “Così mio marito non poteva accampare alcuna pretesa, e per fortuna abbiamo fatto così”, dice oggi. Dopo un anno la ragazza, stanca delle continue angherie, ha deciso di fare il grande passo e di chiedere il divorzio. “In Pakistan se una donna chiede il divorzio viene ripudiata – dice Tania – nel mio villaggio dicono che io sia una una poco di buono. E’ stato mio papà a insistere e portarmi dal divorzista, per fortuna”. “La madre di mio marito, ovviamente non voleva, lui non voleva e così l’ho portato da un avvocato. E un mese fa ho avuto il divorzio. Pensavo che fosse finita, invece poco tempo fa l’ho trovato sotto casa mia”. Nel frattempo Tania è tornata dai suoi genitori.

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