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Tv: Gabriele sulla rotta delle zebre in Botswana, ‘ottomila km in un mese’/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – “Sicuramente vedere una iena invadere il campo e rubarci la cena è stato emozionante e divertente – ricorda – e come due fifoni, io ed Erica Rossi, la mia compagna di viaggio, ci siamo rintanati in tenda! Ma anche avere degli elefanti che passano a due metri dal fuoristrada o gli ippopotami che ruminano sotto la tenda o ancora i leoni che ruggiscono di notte a due passi da te… tutto divertente”. Ogni tanto Gabriele torna a Gela, “è comunque un punto di riferimento in quanto la mia famiglia vive ancora lì. In questi ultimi anni purtroppo ci ho passato poco tempo, ma avrò modo di tornare”. Una cosa ci tiene a dirla, Gabriele: “La storia delle Zebre dovrebbe servire da lezione: noi abbiamo capito un po’ meglio gli equilibri e l’interconnessione tra ogni soggetto naturale e che ogni azione dell’uomo innesca un domino di eventi che è difficile da immaginare. Le zebre sono tornate in viaggio, così stiamo per fare anche noi, ma è importante capirne e apprezzarne il valore, senza che il viaggio sia un mero atto di consumo, come sembra dai social ultimamente. Viaggiare con valore, viaggiare con rispetto insomma”. “Con Sto Gran Tour vorremmo proprio ridare valore alla parola “viaggio”, ed è per questo che lavoriamo a una serie di viaggi e Spedizioni, a cui possono partecipare tutti, che hanno sempre una finalità o dove si impara qualcosa, tra cui il lavoro di squadra in un vero viaggio”.

Adesso al lavoro sul documentario. “Il nostro ufficio, essendo anche un Tour Operator, dopo quest’anno di chiusura e le belle notizie di riapertura che sono arrivate (magari le zebre hanno portato bene), sta tornando operativo, quindi ci mettiamo all’opera per la creazione di una Spedizione qui in Botswana aperta a tutti coloro che ci seguono e vogliono provare le stesse emozioni”. Quale è l’immagine più bella del viaggio? “Purtroppo facendo questo mestiere e avendo visto alcuni dei posti più belli del mondo, ci si assuefa un po’ alle meraviglie e si ha bisogno di emozioni sempre più grandi. Lo so, non è una cosa bella, ma in questo viaggio il delta dell’Okavango mi ha meravigliato come non mi sarei mai aspettato – dice -Questo è uno dei pochi delta interni del mondo, in poche parole l’acqua del fiume Okavango, invece che sfociare in un mare o in un lago, si scarica nel deserto del Kalahari. Immaginate il pantano che si è creato… Il termine esatto e che descrive meglio è “pianura alluvionale”. Immaginate le pozze, le stradine che lo attraversano lungo ponticelli di legno e i centinaia di migliaia di animali che popolano quest’area: è uno spettacolo di una bellezza disarmante”. “Per controllare lo stato delle strade e per poter filmare parte della migrazione dall’alto abbiamo fatto dei voli in elicottero proprio sopra la pianura, è stato emozionante come poche cose al mondo”.

Il viaggio di Gabriele ed Erica è stato documentato, giorno dopo giorno, su Instagram, dove il documentarista ha postato i momenti più importanti. Come quando, felice co una bambino, ha indicato le zebre, finalmente trovate, che migrano. Oppure, quando ha incontrato una iena, che ha ‘rubato’ la sua cena, o ancora quando ha attraversato un ponte di legno con il fuoristrada. Il viaggio è finito e ieri sera Gabriele è arrivato a Fuerteventura. Prima il volo da Johannesburg a Doha, poi l’aereo per Madrid, infine Fuerte. “Dopo quasi 40 ore di viaggio posso finalmente togliere la mascherina”, racconta su Instragam. “E’ stata un’esperienza atomica”, dice dal suo studio ‘Sto Gran Tour’. In attesa di organizzare il prossimo viaggio. (di Elvira Terranova)

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