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Covid: Hollywood Milano, ‘amareggiati, discoteche sono dimenticate’

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Milano, 18 mag. (Adnkronos) – “Sono molto perplesso, non è difficile ricordarsi che esiste anche il nostro settore. Dimenticarsene sempre, in ogni momento, è deprimente e lascia l’amaro in bocca. C’è davvero poca attenzione riguardo alle discoteche”. E’ deluso Alberto Baldaccini, socio dell’Hollywood di Milano, tra delle discoteche più note della città, che da un anno e mezzo ha chiuso i battenti. Il settore, a differenze delle palestre, secondo quanto previsto dal nuovo decreto del governo, non vede ancora certezze all’orizzonte e resta in fondo alla lista delle riaperture.

“La speranza è che dopo gli esperimenti a Milano e Gallipoli con le discoteche Covid free si prenda almeno in mano la problematica – spiega Baldaccini all’Adnkronos -. Mi auguro che la si analizzi e si cerchi di trovare una linea di incontro per la quale, in base a protocolli, si possa presumere di riaprire le discoteche al pubblico. Poi che sia con una capienza limitata, con un tampone rapido all’ingresso o con altre forme però almeno spero si cominci a parlare di date, questa è la speranza”.

A farsi definire untori, però, Baldaccini non ci sta. “Credo che ormai sia diffusa la convinzione che non siano le discoteche a far impennare i contagi – ragiona – ma la vita ordinaria della gente. Lo abbiamo visto nei mesi scorsi che i contagi sono avvenuti sui mezzi, negli uffici, nelle scuole. Ormai è superato il concetto di untore per la discoteca. Siamo chiusi da un anno e mezzo, e le curve dei contagi non sono state influenzate da questo”.

In attesa che l’apertura delle discoteche venga rivalutata, l’Hollywood si prepara a rialzare la saracinesca: “Siamo pronti – commenta Baldaccini – Certo, meglio saperlo con un mesetto di anticipo, per dare il tempo a tutti di riprendere in mano gli spazi e riorganizzarli. Bisogna rimettere in moto una macchina che è ferma da un anno e mezzo, far ripartire gli impianti di condizionamento, gli impianti elettrici e il bar ma in poche settimane quasi tutti credo saranno pronti a riaprire”.

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