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Ebola: rientro in Spagna del missionario contagiato. Il virus sbarca in Europa

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Primo rientro a Madrid di un missionario spagnolo che ha contratto il virus Ebola in Liberia. Intanto il numero delle vittime in Africa sale a quota 932

L’Ebola sbarca per la prima volta in Europa, con il primo rientro a Madrid del missionario spagnolo, padre Miguel Pajares, che ha contratto il virus in Liberia. Il Governo spagnolo ha infatti inviato un aereo militare, con un team medico, per riportare a casa il prete di 75 anni. Si tratterebbe quindi del primo caso di un malato che arriva nel Vecchio Continente. Dopo il suo rientro, il missionario è stato subito ricoverato in un ospedale attrezzato a Madrid per questo tipo di malattie.

Oltre a padre Miguel Pajares sono risultati positivi al virus altri due preti missionari, Chantal Pascaline Mutwamene, congolese, e Paciencia Melgar, della Guinea dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, a cui appartiene il sacerdote rimpatriato. Sono in tutto sei le persone messe in isolamento nell’ospedale diretto dell’Ordine. Altri tre missionari invece, sono risultati negativi ai test.

Anche se non sono stati confermati casi di contagio al di fuori delle zone d’Africa colpite dal virus, l’epidemia sta inquietando il mondo ogni giorno di più con ricoveri per sospetti casi negli Stati Uniti, la morte di un cittadino dell’Arabia Saudita per un presunto caso di contagio in Sierra Leone e un numero sempre maggiore di compagnie aeree che si rifiutano di volare nelle zone colpite.

La British Airways, ad esempio, ha deciso la sospensione fino al 31 agosto di tutti i voli per Liberia e Sierra Leone, mentre lo scalo tedesco di Francoforte ha rafforzato i suoi controlli per il contenimento della malattia. Intanto, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin mette in guardia dal diffondere false notizie sul web, senza opportune verifiche, circa i reali casi di contagio da virus Ebola al di fuori delle zone ‘calde’ d’Africa: ‘Siamo di fronte a procurato allarme. I casi sono falsi.’

Sul fronte dell’epidemia generale però, in soli due giorni, dal 2 al 4 agosto, si sono registrati 108 nuovi casi di Ebola e 45 decessi in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, secondo quanto riportato dal bollettino aggiornato dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il numero totale dei contagi è salito quindi a 1.711, con un bilancio di 932 morti. La zona più colpita è la Sierra Leone, con 691 casi e 286 decessi. Seguono Liberia (516 casi e 282 morti), Guinea (495 contagi e 363 morti) e Nigeria (9 casi e 2 decessi).

L’Oms, riunito in Comitato d’Emergenza, valuterà quindi anche l’eventuale uso di farmaci sperimentali (tra cui il rinomato siero miracoloso ‘Zmapp’) per combattere l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale. La prossima settimana, fanno sapere alcune fonti dell’Agenzia Onu, verrà formato un comitato di esperti per studiare gli aspetti etici della vicenda. 

Secondo recenti dichiarazioni del presidente Usa, Barack Obama però, l’uso di farmaci sperimentali contro l’Ebola in Africa è ancora troppo ‘prematuro’. Il presidente ha spiegato che non ci sono ancora informazioni sufficienti per decidere se la cura sperimentale contro il virus sia efficace e ha aggiunto che gli sforzi dei Paesi interessati dovrebbero concentrarsi piuttosto sulla definizione di una ‘forte struttura pubblica’ per contenere l’epidemia.

(ml)

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