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Rifiuti: i rottami spaziali si smaltiranno con una mega rete da pesca

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Una speciale rete elettromagnetica ideata dall’Agenzia di Esplorazione Aerospaziale Giapponese sara’ in grado di catturare i rifiuti spaziali e di incenerirli nell’atmosfera terrestre

I rifiuti spaziali si smaltiranno grazie ad una mega rete da pesca. E’ questa, in sintesi, la soluzione proposta dall’Agenzia di Esplorazione Aerospaziale Giapponese (Jaxa), che ha ideato una speciale rete elettromagnetica in grado di catturare i rifiuti spaziali ed ispirata al mondo ittico, (il progetto è stato infatti realizzato in collaborazione con un’azienda che produce reti per intrappolare i pesci).

La rete da pesca per la cattura dei rifiuti spaziali, secondo quanto dichiarato dalla Jaxa, sarebbe costituita da un intreccio di fili di alluminio e acciaio inossidabile che, al di fuori dell’atmosfera terrestre, si dispiegherebbe completamente allungandosi per oltre 1.000 metri.

I rifiuti attorno all’orbita terrestre, dovrebbero a questo punto essere attratti dal campo magnetico generato dal moto della ‘rete spaziale’ e si dovrebbero attaccare ed imbrigliare alle estremità dei suoi cavi resistenti e flessibili. Successivamente, il movimento dell’enorme rete all’interno del campo magnetico terrestre dovrebbe provocare, per induzione elettromagnetica, un rallentamento dei rifiuti spaziali, facendoli scendere gradualmente su orbite sempre più basse, fino al raggiungimento del ‘livello atmosferico’ dove i detriti verrebbero infine inceneriti ben prima di avvicinarsi alla superficie del nostro pianeta, insieme alla rete che li ha catturati.

Il problema dei rifiuti che derivano da satelliti in disuso e da resti di razzi che rimangono nell’orbita terrestre, (il cui numero complessivo, secondo il rapporto della Nasa, è stimato intorno alla 19mila unità), rappresenta attualmente una continua minaccia per gli strumenti spaziali sperimentali, i sistemi di telecomunicazione e anche per l’incolumità degli astronauti in missione sulla SSI (Stazione Spaziale Internazionale). La Jaxa ha già previsto alcuni test di lancio della ‘maglia da pesca’, prima dell’invio effettivo, entro il 2019, della rete nell’orbita terrestre.

Smaltire i rifiuti nello spazio diventa quindi strategico per garantire l’incolumità degli astronauti e la messa in sicurezza delle strumentazioni intorno all’orbita terrestre (dai satelliti per le rilevazioni ambientali, ai sistemi di comunicazione etc..).

(Matteo Ludovisi)

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