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L’anno degli etruschi in riva al lago di Bolsena

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Un anno dedicato a questo popolo misterioso con visite archeologiche, conferenze e mostre e un’occasione per visitare lo splendido territorio circostante.

 

 

Il 2015 è l’anno giusto per visitare il lago di Bolsena e i suoi dintorni. Oltre alla sua bellezza naturalistica e alle tentazioni gastronomiche, infatti, quest’anno il Gruppo archeologico Velzna “A. Fioravanti” di Bolsena ha organizzato un ricco programma di eventi per conoscere da vicino il popolo etrusco. L’iniziativa si chiama “L’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza” è in programma da marzo ad ottobre e prevede anche l’apertura straordinaria di siti archeologici normalmente chiusi (spesso perchè insistono su fondi provati).

Visite guidate sono per esempio previste presso l’Area archeologica di Poggio Moscini, agli scavi della città di Volsinii (Velzna in etrusco); alla Necropoli di Poggio Pesce, situata su terreno privato. Alle visite si aggiungeranno (soprattutto in primavera e in estate) eventi di archeoastronomia, gastronomici e la mostra “Lo specchio del cielo” che racconterà i reperti etruschi (soprattutto specchi) sparsi nei più importanti musei del mondo – dal British Museum di Londra all’Ermitagee illustrerà l’attività di ricerca subacquea al lago di Bolsena.

Bolsena occupa all’incirca il territorio dell’antica città etrusca di Volsinii Novi, dove, secondo l’ipotesi più accreditata dagli studiosi, si trasferirono gli abitanti di Orvieto (Volsinii) dopo la sconfitta del 264 a.C. per opera dei Romani.

Da visitare nella zona consigliamo anche il geosito delle pietre lanciate, un’area a pochi chilometri da Bolsena lungo la via Cassia dove si affastellano decine di prismi di roccia di origine vulcanica che affiorano dal terreno come se una mano misteriosa li avesse infilati nella terra. Nate dall’intensa attività vulcanica che ha interessato l’intera zona, la leggenda popolare preferisce vedere nelle pietre i fulmini pietrificati lanciati da una dio vendicativo che avrebbe voluto punire gli abitanti per non aver rispettato il suo volere. I fulmini (veri) si trasformarono però in rocce grazie al sacrificio di una giovane fanciulla che si offrì al dio per salvare la sua gente.

gc

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