Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Le nuove esigenze del mondo: salute, ambiente e benessere sono la stessa economia-Alberobello, la città dei trulli: storia, materiali e consigli pratici-Scarpe che generano energia: correre e ricaricare il cellulare-Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"

Nonne sub che aiutano gli scienziati

Condividi questo articolo:

Sette signore amanti dello snorkeling condividono le loro osservazioni con dei ricercatori per favorire la documentazione circa un velenoso serpente di mare

Per più di un decennio, una coppia di scienziati ha ricercato il piccolo e innocuo serpente marino dalla testa di tartaruga (Emydocephalus annulatus) nella Nuova Caledonia del Pacifico sud-occidentale.

Mentre i due ricercatori procedevano in questa ricerca, sono incorsi in ben sei osservazioni di un’altra specie: una creatura velenosa lunga un metro e mezzo e conosciuta come il serpente marino maggiore (Hydrophis major).

Nel 2013, gli scienziati – la dottoressa Claire Goiran dell’Università della Nuova Caledonia e il professor Rick Shine dell’Università australiana di Macquarie – hanno deciso di dare un’occhiata più da vicino a questo serpente letale, ma hanno scoperto che trovarlo non era così semplice – tanto che, anche se sapevano esattamente cosa dovevano cercare, nel giro di 36 mesi sono riusciti a osservarlo solo 10 volte.

Proprio per questo hanno deciso di rivolgersi alle «Fantastic grandmothers», ovvero un gruppo di sette nonne che praticano lo snorkeling e che, tutte tra i sessanta e i settanta anni, hanno offerto la loro assistenza agli scienziati.

Praticando snorkeling in questo famoso luogo che si chiama Baie des citrons, hanno potuto fare delle fotografie che hanno dato molte informazioni agli scienziati riguardo al serpente di mare, facendogli scoprire di aver sottovalutato la presenza di questi animali nella baia.

In un articolo pubblicato sulla rivista Ecosphere gli scienziati spiegano quello che hanno scoperto riguardo al serprento e rivelano che, grazie alle magnifiche sette, sono stati in grado di concludere che ci sono più di 249 esemplari nella baia.

 

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 184 volte.

nonne, ricerche, scuba, serpente di mare, snorkeling, studi

I commenti sono chiusi.