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La magia delle Saline di Trapani

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Il tempo ancora mite della Sicilia occidentale invita a scoprire lo straordinario ambiente delle lagune costiere dove fenicotteri e aironi si fermano a riposare. E a scoprire la millenaria arte della lavorazione del sale

 

Le montagne bianche di sale, i fenicotteri dalle esili zampe e il vento dolce che soffia da Sud. Così arriviamo a visitare, in una tiepida giornata di ottobre, le saline di Trapani, dal 1995 Riserva naturale. Quasi mille ettari di un ambiente unico, fatto di lagune costiere dal profilo caratterizzato dalla mole dei numerosi mulini a vento utilizzati nella millenaria attività di estrazione del sale.

Furono i Fenici i primi ad accorgersi che la zona costiera fra Trapani e Marsala era particolarmente adatta all’estrazione del sale. Non basta, infatti, l’acqua marina. Servono temperature elevate e vento, fattori che favoriscono l’evaporazione. E poi serve un luogo strategicamente collegato sulle principali rotte commerciali. Da Trapani infatti il sale viaggiava in tutto il bacino del Mediterraneo. Furono i Normanni poi a introdurre il monopolio dello Stato sul lucroso commercio del sale. Ancora oggi gran parte della Riserva è costituito da saline di proprietà privata, in cui viene praticata l’estrazione del sale.

Moltissime le specie di uccelli che scelgono questa zona per la sosta e il rifornimento di cibo durante le loro migrazioni. Fenicotteri, aironi bianchi maggiori, garzette, falchi di palude. Altre trovano fra la vegetazione palustre rifugio ottimale per nidificare (avocette, cavalieri d’Italia, fraticelli). La riserva è stata affidata in gestione al WWF che organizza visite guidate e attività di educazione ambientale.

Una tappa fondamentale per conoscere la storia delle saline è Nubia dove è stato allestito il Museo del sale. Lì è possibile scoprire le diverse fasi e l’evoluzione della lavorazione del sale. Le foto dei salinari al lavoro raccontano storie di fatica e sudore che legano indissolubilmente l’uomo con l’ambiente che lo circonda. In località Stagnone invece è possibile visitare le saline più spettacolari e ammirare un mulino ancora funzionante. Qui possiamo renderci conto di come il vento aiutasse l’uomo nella faticosa attività di macinare il sale o pompare l’acqua da una vasca all’altra.

Se visitate le saline, non perdetevi i colori del tramonto, quando le vasche si colorano di riflessi che vanno dal rosa al rosso e, se possibile, evitate i mesi di luglio e agosto quando la folla dei turisti può risultare molesta.

Naturalmente, una volta arrivati nella Sicilia occidentale non perdete una passeggiata nel centro storico di Trapani, una visita allo splendito borgo medievale di Erice – solo a pochi chilometri dal capoluogo – e, se il mare vi affascina, non potete dimenticare un salto alle isole Egadi. 

Per avere maggiori informazioni si possono visitare siti web come: http://www.wwfsalineditrapani.it/ o http://www.trapani-sicilia.it/

(Alessandra Severini)

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