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Se l’auto elettrica ti fa riscoprire il piacere del viaggio

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Il Direttore generale divisione energie rinnovabili di Sorgenia, Paolo Paoletti ci spiega come la diffusione delle auto elettriche può cambiare il volto di una città. Più verde, meno rumore e più spazio al design. Non è solo questione di tutela dell’ambiente ma anche di qualità della vita

Direttore, cosa fa Sorgenia per diffondere l’uso delle auto elettriche?

Noi ci occupiamo soprattutto di infrastrutture. Quella delle stazioni di ricarica è una questione fondamentale per la diffusione delle auto elettriche. I costruttori di auto stanno facendo enormi passi in avanti sull’elettrico, ma noi dobbiamo accompagnare questi progressi con lo sviluppo delle infrastrutture, altrimenti non ci sarà mai una vera ‘rivoluzione’.

Però l’auto elettrica ha innegabili vantaggi in termini di abbattimento del rumore e dell’inquinamento.

Non solo. Si tratta di una nuova mobilità che può cambiare il volto delle nostre città. Le stazioni di ricarica possono diventare luoghi dove sostare in pace. Isole verdi, spazi di tranquillità nel bel mezzo della città. Un’occasione per le grandi metropoli di valorizzare i propri centri storici e le proprie bellezze. Del resto architetti, designer si stanno sbizzarrendo su questi spazi.

Di questo parlerete al Festival dell’Energia di Firenze?

Sì. E porteremo degli esempi di enti locali virtuosi che hanno puntato molto sulla mobilità sostenibile. Per loro è un bel biglietto da visita e un investimento. Londra è un esempio virtuoso di grande metropoli che ha puntato molto sull’elettrico. Del resto solo il settore pubblico oggi può dare un segnale forte e portare avanti un’azione di sensibilizzazione.

Secondo lei quanto tempo ci vorrà per vedere gli effetti di questa ‘rivoluzione’ appena cominciata?

Io credo che ci vorranno ancora 5-10 anni anche perché in questo momento il mercato dell’auto sta soffrendo e l’auto elettrica, nonostante i progressi, è ancora un prodotto riservato a pochi. Serve inoltre un cambio di mentalità, un passaggio culturale.

Ovvero?

Per fare un esempio. Con un auto elettrica si può andare da Roma e Milano. Bisognerà fermarsi tre volte per ricaricare. Ma questo vuol dire anche riscoprire la bellezza del viaggio, vedere nuovi luoghi, abbandonare la frenesia di raggiungere la meta il prima possibile. Una sfida culturale.

(Alessandra Severini)

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