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Come sara’ l’auto elettrica del futuro?

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Dato oramai per certo che il futuro del trasporto passi anche per l’auto elettrica, bisogna comprendere come avvicinare meglio utenti ed auto. Soprattutto in città dove dimensioni del veicolo, economicità, prestazioni richiedono particolari attenzioni

Il passaggio dall’auto a combustione alle vetture elettriche non appare una questione che si possa risolvere in breve tempo. Il sentore che le cose stessero così lo avevamo avuto tutti. Da utenti abbiamo bisogno di maggiori certezze, non abbiamo intenzione di effettuare “incauti acquisti”, vogliamo avere la garanzia che per prestazioni, efficienza, durata e costi di gestione, la nostra scelta di transizione possa essere la più sicura. Il Responsabile del Laboratorio Veicoli a Basso Impatto dell’Enea afferma che nel caso dell’auto elettrica da città, le case produttrici devono impegnarsi innanzitutto sulla progettazione di veicoli piccoli e leggeri che facilitino il parcheggio, la ricarica e gli spostamenti. Le batterie dovranno essere ridotte nelle dimensioni e di costo, anche alla luce del fatto che batterie più grandi hanno prezzi più alti. Infatti sull’attuale valore di mercato dell’auto elettrica il costo batterie incide per un buon 50%.

 

 

Se mediamente – come risulta da una indagine svolta sul territorio di Firenze – un cittadino non percorre più di 120 chilometri al giorno, dal punto di vista dell’autonomia già siamo al traguardo o comunque prossimi a tagliare il nastro! Resta ancora il maggior costo dei veicoli elettrici rispetto alle auto tradizionali, scoglio che ne impedisce l’approdo sul mass market. Le prestazioni  dell’auto elettrica sono invece motivo di orgoglio per chi ha già fatto questa scelta: minori costi, grande silenziosità e accelerazioni sorprendenti. Se i benefici ambientali sono stati la condizione di partenza per la sperimentazione delle automobili elettriche, le condizioni per cui questo fenomeno possa diventare costume ed abitudine diventano la sperimentazione e la specializzazione. Riuscire nell’obiettivo di costruire prodotti che sposino le reali esigenze dell’utente ad un prezzo conveniente, è l’ultima più importante sfida che le case automobilistiche sembrano proprio essere intenzionate a vincere.

Car sharing e car pooling rappresentano nell’attualità il miglior veicolo per comunicare l’auto elettrica e farla apprezzare. Le istituzioni locali potrebbero e dovrebbero intervenire con progetti per la mobilità sempre meglio integrati.  Altro ponte di lancio è costituito dalle flotte aziendali, afferma Pede, con il duplice vantaggio per le aziende stesse di ammortizzare i costi e di contribuire ad “insegnare” un nuovo concetto di mobilità. Ultimo ma non meno importante argomento di indagine e specializzazione diventa la presenza di una rete di rifornimento in grado di sopperire alla necessità di ricarica dei veicoli. Anche in questo caso la costruzione di accumulatori al litio permette di dimezzare i tempi di ricarica e rendere quindi sempre più possibile la creazione di punti-rifornimento. Nel caso specifico del litio c’è poi un problema di costo della batteria non indifferente che potrebbe trovare nel leasing un supporto. Leasing che compensato dai consumi minori di energia e carico fiscale  potrebbe essere vantaggioso.

Oggi con le batterie al litio – ci si creda o meno, la cosa è verificabile in qualsiasi momento – bastano pochi minuti per ricaricare il mezzo quel tanto che basta a tornare a casa. L’ENEA stessa ha effettuato test sulla ricarica rapida per i mezzi pubblici direttamente al capolinea. E sta partendo proprio una sperimentazione a L’Aquila che prevede l’utilizzo di queste nuove tecnologie. (Vincenzo Nizza – Fonte Adnkronos)

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