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Come interagiranno le automobili senza conducente e le persone?

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Uno studio indaga per capire se pedoni e ciclisti subiranno le macchine con l’auto-guida o finiranno per bullizzarle

È uno studio molto affascinante quello che è venuto fuori dalla University of California, Santa Cruz: sul Journal of Planning, Education and Research, Adam Millard-Ball racconta come, in un mondo pieno di automobili che si guidano da sole, i pedoni potranno avere spazio sulla strada ed essere in grado di fare ciò che vogliono, in quanto le vetture con l’auto-guida, anche dette veicoli autonomi (AVs), gli daranno il diritto di precedenza.

Di solito, le persone che attraversano le strade, anche se sono sulle strisce, tendono a non imporsi, a far passare le auto, a cercare di capire come muoversi senza osare. Sono consapevoli che gli automobilisti non hanno alcun interesse a metterle sotto, ma sanno anche che la percentuale di incidenti è molto alta e che ci si può trovare davanti a un autista distratto, drogato o sociopatico.

Con le AVs, invece, è tutta un’altra storia: esse sono programmate per seguire le regole e stare attente ai pedoni.

Secondo lo studio di Millard-Ball, fatto utilizzando la teoria dei giochi, in periferia, con un basso volume di traffico, le AVs e gli esseri umani possono coesistere abbastanza bene nelle strade, condividendo lo spazio – i bambini possono giocare nel traffico e i genitori non devono preoccuparsi. È nelle zone più dense della città che la situazione cambia, con un certo numero di scenari possibili che tendono, però, verso una supremazia dei pedoni e dei ciclisti, che sapendo che i veicoli si fermeranno ne abusano, creando rallentamenti e aumentando la densità urbana. A questo si deve rispondere con normative precise e una diversa strutturazione delle strade.

Ora che viviamo in una cultura automobilistica, è naturale che i nostri tecnologi cerchino soluzioni di trasporto che si basano sulle automobili. Speriamo che quando arriverà il momento critico, si sarà già in grado di avere una soluzione.

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