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Usa: Giovanni Lombardi (Tecno), ‘è ora che puntino sulle energie alternative”

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Roma, 18 nov. (Labitalia) – “Con l’elezione di Biden il cambiamento climatico entrerà nell’agenda delle imprese e puntiamo, durante il mandato della nuova amministrazione, ad aprire un ufficio commerciale in Usa. Ad oggi le nostre soluzioni sono già installate nelle filiali statunitensi di aziende clienti ma non siamo ancora presenti con un’offerta dedicata per le aziende Usa. Contiamo di farlo a breve”. Lo dice all’Adnkronos/Labitalia Giovanni Lombardi, presidente di Tecno, uno dei player di riferimento nel settore dell’efficienza energetica da più di venti anni impegnata nella ricerca e lo sviluppo di soluzioni sostenibili, tra le vincitrici della terza edizione del ‘Best managed companies’, iniziativa promossa da Deloitte per supportare e premiare le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa, strategia e performance. “Con KontrolON – ricorda – il sistema di monitoraggio dei consumi e della produzione che digitalizza tutti i dati relativi ai consumi energetici e alla produzione, siamo riusciti a fornire agli imprenditori notizie fondamentali per l’analisi dei processi, finora reperite manualmente e in modo dispersivo. Un supporto risultato fondamentale il questa fase drammatica dominata dai lockdown e dalla difficoltà di far viaggiare il personale”.

“Il piano di Biden – dichiara Lombardi – mira a garantire che gli Stati Uniti raggiungano un’economia di energia pulita al 100% e che raggiungano emissioni nette pari a zero entro il 2050. L’America, finalmente, si rimette in carreggiata per affrontare la complicata sfida al cambiamento climatico e agli obiettivi di neutralizzazione delle emissioni al 2050. La spinta che può portare il rientro degli Usa nell’accordo di Parigi non potrà che accelerare il percorso verso un’economia completamente sostenibile, efficiente e circolare”. “Attori principali – continua – sono le aziende che hanno l’obbligo di ridurre le proprie emissioni e contribuire in maniera fattiva al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Il primo passo è la conoscenza del proprio punto di partenza affidandosi a studi come carbon footprint, etichetta ambientale di prodotto, ottenimento della ISO50001. La strada della sostenibilità è l’unica percorribile ed oggi il mondo ha ritrovato un nuovo alleato gli Usa”.

“Joe Biden – avverte Lombardi – in campagna elettorale è stato molto chiaro. Il neo presidente eletto degli Stati Uniti ha ribadito più volte che la gestione di clima e ambiente saranno le due questioni che maggiormente segneranno il distacco tra la sua e l’amministrazione Trump. Il giorno dopo le elezioni presidenziali, quando tutto il mondo stava con il fiato sospeso per lo spoglio dei voti, gli Usa sono usciti ufficialmente dagli accordi di Parigi sul clima, accordo sottoscritto da Barack Obama e poi stralciato dall’amministrazione Trump che, contro ogni evidenza scientifica, era arrivata a negare l’esistenza di riscaldamento globale e cambiamento climatico”. Joe Biden “si è preparato a riprendere immediatamente le redini della lotta al cambiamento climatico a livello internazionale, rientrando quanto prima nell’accordo di Parigi, e lanciando una piattaforma, Build back better, dove ha reso note le sue scelte per i prossimi quattro anni”.

“Come anche l’Unione europea si appresta a fare con la Renovation wave – commenta – Biden vuole predisporre nuove regolamentazioni destinate alle abitazioni da costruire e intende migliorare l’efficienza energetica di 4 milioni di edifici già esistenti. Con il suo piano, con il quale ha promesso oltre 2.000 miliardi di dollari distribuiti sui quattro anni di mandato, il neo presidente eletto vuole sovvenzionare l’industria dell’energia pulita e finanziare la crescita verde”.

Nel programma di Biden “sono previsti, inoltre, importanti investimenti in tecnologie strategiche, una tassazione più aggressiva delle emissioni e una serie di incentivi per il trasporto pubblico e la mobilità elettrica. Tra le altre azioni concrete che ci si appresta a sviluppare, anche la creazione di una nuova agenzia federale (Arpa-C) per accelerare lo sviluppo di tecnologie fondamentali e investimenti, pari a 400 miliardi di dollari, per la ricerca su reattori nucleari modulari, sistemi di cattura del carbonio, reti di stoccaggio energetico e su una produzione industriale delle materie prime a basse emissioni”.

“Gli impegni di Biden – auspica – lasciano ben sperare per un Paese che è responsabile di quasi il 15 per cento delle emissioni di gas serra annualmente rilasciate nell’atmosfera e che gioca un ruolo fondamentale nello scacchiere politico internazionale”.

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