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Mazzini (Coop Italia): ‘Per moderna distribuzione ruolo importante’

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Roma, 14 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “La moderna distribuzione ha avuto un ruolo importante per garantire al consumatore di poter continuare a fare la spesa senza timori. Le misure contenitive della pandemia hanno avuto ripercussioni importanti sia sul comportamento di acquisto dei consumatori sia sulla gestione del punto vendita. Il consumatore si è trovato improvvisamente costretto a fare la spesa nei punti vendita più vicini, spesso diversi da quelli di fiducia, e con cadenza settimanale, per evitare le uscite frequenti e le lunghe attese, generando anche un aumento dell’importo dello scontrino. Questo ha determinato che la shelf life (data di scadenza) sia diventato un elemento cruciale nella scelta di un prodotto, premiando quei prodotti che si conservano più a lungo nel tempo”. Ad affermarlo Claudio Mazzini, responsabile settore freschissimi Coop Italia, intervenuto al webinar ‘La filiera agroalimentare ai tempi del coronavirus: prospettive future a seguito dell’emergenza’ organizzato da Msd Animal Health.

“Abbiamo registrato poi un aumento della vendita di carni bianche e carni rosse, dovuta alla chiusura del food service, mentre le carni suine non hanno subito modifiche rilevanti”, riferisce.

“All’interno dei punti vendita – dice – spesso sono stati chiusi i banchi assistiti, soprattutto nella fase più acuta dell’emergenza, per evitare le file e gli assembramenti: questo ha portato a uno spostamento verso il prodotto preconfezionato, tendenza che potrebbe divenire strutturale nel prossimo futuro e che potrebbe portare a considerare una modifica dell’organizzazione del punto vendita”.

“In conclusione quindi, l’impatto sul modo di lavorare è stato importante, ma abbiamo sempre cercato di trasmettere al consumatore una sensazione di normalità e serenità, specialmente dal punto di vista dell’approvvigionamento. In questo dobbiamo riconoscere che la filiera agroalimentare italiana si è dimostrata all’altezza e ha reagito con prontezza alle sfide poste dalla situazione”, sottolinea.

“Per Coop da sempre il made in Italy è un punto fermo, specialmente quando si parla di prodotti freschi e carni. Basti pensare al caso delle carni avicole, per cui l’approvvigionamento italiano vale il 99,8% del totale. L’italianità è un elemento chiave anche per quanto riguarda i suini, i vitelli di carne bianca e le razze tipiche. Persino sulla filiera bovina, che è sicuramente quella in cui si ha più difficoltà di approvvigionamento, garantiamo che il 95% dei nostri capi sono allevati e macellati in Italia. Ci stiamo impegnando affinché anche in questo caso si possa parlare presto di filiera 100% italiana”, assicura.

“La sfida per il futuro sarà rendere ancora più efficiente la nostra filiera produttiva, per venire sempre più incontro al consumatore sotto il profilo del rapporto qualità-prezzo”, conclude Mazzini.

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