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Istat: Deloitte, indici in aumento, serve massima responsabilità verso dipendenti e famiglie

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Roma, 23 dic. (Labitalia) – “Attenzione massima al rassicurare i dipendenti, le famiglie e le comunità dell’ecosistema in cui opera un’impresa, dimostrando capacità, anche interagendo con le strutture pubbliche, di dominio e comprensione dei rischi causati dalla seconda ondata pandemica. Questi sono elementi essenziali per consentire un rapido recupero della fiducia delle imprese e dei consumatori che, secondo i dati pubblicati oggi, a dicembre 2020 stimano un aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 98,4 a 102,4) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 83,3 a 87,7”. Lo ha dichiarato Ernesto Lanzillo, Deloitte private leader, commentando i dati pubblicati oggi dall’Istat con il report ‘Fiducia dei consumatori e delle imprese’ per il mese di dicembre.

“E’ necessaria – ha proseguito Lanzillo – un’ampia responsabilità civica di ogni imprenditore per favorire con la propria strategia aziendale non solo il proprio ritorno economico, ma quello più ampio della collettività. Di fronte alla situazione economica generale l’imprenditore deve puntare sulla tutela di dipendenti e stakeholder nelle misure di prevenzione dei contagi, che contribuiscono anche a una ripresa dei consumi locali, mentre dal punto di vista degli investimenti deve cogliere le potenzialità di sviluppo dei mercati e della competitività. Uno dei modi più efficaci per farlo è puntare sulla digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, per mirare a nuovi market place e allo stesso tempo adeguare processi produttivi e distribuzione alla gestione remota o tecnologicamente evoluta”.

“Tornando ai dati – ha sottolineato – resi noti dall’Istat e guardando alle imprese, il miglioramento della fiducia è diffuso al settore manifatturiero e a quello dei servizi mentre le costruzioni e, soprattutto, il commercio al dettaglio evidenziano un calo dell’indice. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice sale da 90,9 a 95,9 e nei servizi aumenta da 74,8 a 78,2; nelle costruzioni l’indice diminuisce da 136,8 a 136,0 e nel commercio al dettaglio scende da 94,9 a 88,5. Per quanto attiene ai servizi di mercato, si registra un peggioramento dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini, dopo il forte ridimensionamento subìto lo scorso mese, tornano a migliorare trainando la risalita dell’indice di fiducia. Nel complesso si chiude un anno difficile, il 2021 si aprirà con la sfida da cogliere legata alle risorse del Recovery Fund, per tornare a investire e a innalzare la produttività”.

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