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Imprese: Deloitte, con best managed companies premiate 59 eccellenze italiane

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Milano, 14 set. (Labitalia) – Sono 59 le ‘Deloitte best managed companies’ (bmc), ovvero le aziende che si sono distinte per strategia, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, governance e performance, internazionalizzazione e sostenibilità, premiate nell’ambito dell’iniziativa Deloitte sostenuta da Altis Università Cattolica, da Elite, il programma del London Stock Exchange Group che supporta lo sviluppo e la crescita delle imprese ad alto potenziale, e da Confindustria. Le vincitrici sono state individuate, al termine di uno scrupoloso processo di valutazione, da una giuria indipendente costituita da esperti del mondo istituzionale, accademico e imprenditoriale italiano: il professor Lorenzo Ornaghi, presidente onorario dell’Alta scuola di economia e relazioni internazionali (Aseri) e docente universitario, ex rettore dell’Università Cattolica ed ex ministro della Repubblica Italiana, Maurizio Costa, consigliere di amministrazione di importanti gruppi italiani con una consolidata esperienza manageriale e Francesca Brunori, direttrice dell’area credito e finanza di Confindustria.

“Le aziende premiate in questa terza edizione hanno dimostrato non solo eccellenza nei sei pillar metodologici alla base dell’iniziativa, ma anche grande capacità e resilienza nell’affrontare la crisi determinata dalla pandemia da Covid-19 in atto. La valutazione delle candidate si è infatti protratta più a lungo del previsto proprio per permetterci di approfondire le modalità di gestione dell’emergenza da parte delle candidate. Le 59 best managed companies di questa edizione sono quindi lo specchio di un’Italia fatta di eccellenze che, facendo leva sui propri punti di forza e attraverso una gestione oculata, dimostra di poter superare con successo un periodo di incertezza senza precedenti”, afferma Ernesto Lanzillo, partner Deloitte e private leader per l’Italia, Grecia e Malta.

Dalle ulteriori analisi condotte sulle aziende, sono emersi alcuni aspetti che accomunano le società premiate nella gestione dell’emergenza Covid: l’attenzione alle persone: le best managed companies hanno sempre mantenuto ‘la persona al centro dell’azienda’; il controllo dei flussi di cassa; il rispetto della filiera: da un lato attraverso il mantenimento degli obblighi nei confronti dei fornitori e dall’altro, ove possibile, con un supporto a quelli in particolare difficoltà (e.g. reverse factoring); lancio di nuovi prodotti e servizi per fare fronte alle mutate richieste del mercato.

E ancora: l’impegno verso la comunità circostante e la responsabilità sociale e senso civico dell’azienda; il rafforzamento della comunicazione verso tutti gli stakeholder (dipendenti, clienti, fornitori). “Il best managed companies – spiega Andrea Restelli, partner Deloitte e responsabile del premio Best managed companies – non è solo un award, ma anche un programma di crescita per le realtà aziendali, che anche quest’anno hanno avuto la possibilità di essere supportate da professionisti Deloitte ed esperti durante il loro percorso di candidatura e self assessment su fattori critici di successo, con l’obiettivo di potersi confrontare con modelli di business di successo a livello internazionale in un contesto di operatività in continuo mutamento. Continua infatti a crescere la dimensione internazionale del Premio, che oggi conta più di 1000 best managed companies riconosciute in 23 paesi, e sono in fase di definizione iniziative volte a favorire l’interazione tra best managed companies appartenenti a diversi Paesi”.

Le aziende vincitrici, distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno registrato in media una crescita del fatturato del 17% dal FY17 al FY18. Il settore più rappresentato è quello manifatturiero (61%), seguito da wholesale e retail (14%), construction (7%), informazione e comunicazione (5%) e consulenza (3%) a pari merito con energia.

Il livello di fatturato non è un driver determinante per la vittoria del premio; le aziende vincitrici, infatti, considerano l’eccellenza dei prodotti e servizi il vero fattore differenziante (indicato dal 71%) ma sono importanti anche la gestione delle relazioni con i clienti (52%) e la promozione dell’innovazione a tutti i livelli aziendali (38%), a parimerito con gli investimenti in tecnologia e una strategia strutturata e ben definita. Rispetto all’anno scorso, prende piede anche cultura aziendale e sistemi di learning per i dipendenti, indicato dal 47% delle bmc.

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