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Coronavirus: Pascarella, ‘prospettive economia Ue legate a riduzione infezione’

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Roma, 25 nov. (Labitalia) – “Le prospettive per l’economia europea dipenderanno molto dalla capacità di ridurre le infezioni fino al punto in cui le restrizioni potranno essere nuovamente allentate”. A dirlo Giuseppe Pascarella, uno dei principali esperti europei di analisi di società quotate in borsa negli Usa, ceo del gruppo PascaProfit e autore del bestseller ‘Battere il benchmark’, attraverso il quale promuove l’alfabetizzazione finanziaria in Italia.

“La maggior parte – spiega – dovrebbe terminare nelle prossime settimane, con l’obiettivo di riaprire le economie in tempo per il periodo chiave del Natale, anche se è probabile che alcune restrizioni alla fine rimarranno. In caso di un aumento di contagi, le prospettive potrebbero rivelarsi di gran lunga peggiori”.

“L’economia europea commenta – sembra destinata a una nuova contrazione nell’ultimo trimestre del 2020. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati dati che evidenziano come le imprese, a causa della seconda ondata di Covid e i relativi lockdown, soffriranno un forte calo dell’attività nel settore dei servizi, il più importante in Europa e che pesa per circa il 75% dell’attività economica complessiva”.

Per quanto riguarda il settore manifatturiero, prosegue il fondatore di PascaProfit, “il comparto è influenzato in modo meno negativo rispetto all’inizio dell’anno, ma il calo dei servizi appare sufficientemente ampio da provocare un calo del prodotto interno lordo”.

In quanto alle conseguenze, “la somma di questi fattori rischia di portare inevitabilmente tutta l’Europa indietro di anni, e il tanto agognato ‘ritorno alla normalità’ rischia così di slittare al 2022”. Giuseppe Pascarella sottolinea che “l’indice composito dei responsabili degli acquisti per la zona euro, una misura dell’attività nei settori dei servizi e della produzione, è sceso a 45,1 a novembre dal 50,0 di ottobre, raggiungendo il livello più basso da maggio. Una lettura superiore a 50,0 indica che l’attività è in aumento, mentre una lettura inferiore indica un calo dell’attività. Il pmi per il settore dei servizi è sceso a 41,3 dal 46,9 di novembre, indicando un calo dell’attività ancora maggiore rispetto a ottobre”.

Di fronte ai nuovi lockdown, entrati in vigore principalmente nell’ultima settimana di ottobre in forma più morbida rispetto alla chiusura forzata di primavera, “i fornitori di servizi hanno tagliato i posti di lavoro a un ritmo più rapido rispetto al mese precedente mentre il calo dell’occupazione manifatturiera è stato meno marcato”.

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