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Biagi, Orlando: “Riprendere Libro Bianco, serve dialogo sociale degno di lui”

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Roma, 18 mar. (Labitalia) – “Molte erano le idee progettuali del Libro bianco delle quali si è parlato all’epoca, forse troppo poco però. Eppure, riguardano diversi temi della nostra attualità. Nodi irrisolti di un diritto del lavoro moderno che dovrebbe essere attento alla tutela della persona, in grado di aggiornare le sue radici solidaristiche, di riconoscere le differenze e di combattere le disuguaglianze. Cercando tra quelle idee progettuali faccio qualche esempio. L’esigenza di realizzare una vera autentica protezione giuridica del lavoro: senza aggettivi come lavoro subordinato, autonomo e parasubordinato, o altre suddivisioni che finiscono per escludere, sottrarre tutele, disconoscere le similitudini e le differenze. Serve superare le etichette delle tipologie contrattuali per garantire sicurezza e stabilità alle persone che lavorano avendo come riferimento quelle esigenze di protezione sociale aree importanti del lavoro non subordinato”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenendo, con un video messaggio, all’evento on line ‘A 20 anni dal Libro Bianco del lavoro. L’attualità del pensiero di Marco Biagi nell’odierna crisi del lavoro’, organizzato dai consulenti del lavoro per ricordare il giuslavorista ucciso dalle Br 19 anni fa.

Secondo Orlando “possiamo prendere atto che le riforme” del lavoro “degli ultimi 20 anni non sono state del tutto in grado di dare risposte soddisfacenti. Le ragioni sono tante, vanno comprese con attenzione. Ma non voglio guardare al passato, voglio guardare al futuro e rimarcare che l’unica strada che possiamo percorrere per affrontare questi nodi critici e cruciali per il Paese è quella del dialogo sociale e istituzionale. Dobbiamo instaurare un dialogo che ci arricchisca di punti di vista diversi, nel confronto delle idee. Un confronto degno del giuslavorista che ricordiamo, Marco Biagi, un giurista che provò e seppe guardare più avanti”, ha rimarcato.

E per il ministro del Lavoro “il pensiero di Marco Biagi può ritenersi assolutamente attuale oggi per la sua profondità di analisi, per la sua capacità di guardare oltre, di avere uno sguardo di lunga portata sui processi di trasformazione del lavoro. Biagi non a caso è stato definito un giurista progettuale, e cioè un giurista lungimirante e questo gli va riconosciuto anche se si è portatori di punti di vista diversi. Anzi la diversità di punti di vista avrebbe certamente costituito la linfa vitale di un processo che era in costruzione”, ha aggiunto.

“Un progetto faticoso, proprio perché richiedeva -ha sottolineato Orlando- discussione, crescita nel confronto democratico delle idee. Nel pensiero di Marco Biagi si deve certamente rimarcare la forte impronta metodologica, orientata verso l’approccio interdisciplinare, in particolare il rapporto tra scienze giuridiche e scienze economiche”, ha continuato.

E per il ministro del Lavoro “Biagi si è dimostrato straordinariamente capace di allargare gli orizzonti, all’esperienza di altri Paesi. E ha avuto sempre grande attenzione e sensibilità nel confrontare le esperienze di altri Paesi senza però mai scadere in un semplice copia e incolla, restando consapevole nessun Paese e neanche il nostro può affrontare da solo le sfide globali del cambiamento. Che non si può svolgere lo sguardo da un’altra parte e coltivare in solitudine il governo del proprio Paese. Una visione aperta, una visione di un giurista europeo”, ha continuato.

E per Orlando non c’è alcun dubbio sul fatto che “il dolore e il senso di sgomento per la morte del giuslavorista non sono affatto resi meno intensi dagli anni trascorsi perchè la morte di Biagi è certamente una delle ferite dolorose che la storia della nostra Repubblica portà in sè”.

“Sono passati circa 20 anni dalla pubblicazione del Libro Bianco sul mercato del lavoro dell’ottobre 2001. Il lungo tempo che ci separa da quel momento ci consente oggi di fare una riflessione più distaccata sui temi affrontati da quel documento”, ha concluso.

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