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Vannacci: “Zelensky non ha scelta, sì a Trump e basta mandare i suoi al massacro”

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(Adnkronos) – "Zelensky non ha molte possibilità di scelta: ha perso ogni sovranità poiché basa la propria esistenza su risorse altrui. Non accettare questo piano di pace vorrebbe dire per lui continuare a mandare al massacro uomini e donne, perdere territori e risorse e vedere distruggere giorno dopo giorno infrastrutture e città del proprio Paese". Roberto Vannacci, numero due della Lega, eurodeputato a Bruxelles non vede alternative all'accordo per fermare la guerra in Ucraina, proposto dal presidente Usa, Donald Trump. L'ex generale, conversando con l'AdnKronos, aggiunge lo sguardo del militare alla situazione, spiegando che se Trump, come ha già annunciato, facesse mancare il supporto Usa a Kiev sarebbe davvero una situazione senza vie d'uscita: "Se con il pieno supporto americano in termini di sistemi d'arma, intelligence, sorveglianza dello spazio aereo, assetti satellitari e delle comunicazioni e capacità di pianificazione e comando e controllo, i russi continuano inesorabilmente a guadagnare terreno, immaginarsi una situazione in cui tale supporto dovesse venire a mancare, dipingerebbe un quadro catastrofico per Kiev".  All'ex capo della Folgore non sfugge l'esitazione europea, che qualche perplessità sembra mostrarla sul piano Trump: "Nonostante i tanti soloni che ci hanno ubriacato con questa espressione, la 'pace giusta' non esiste e non è mai esistita nella storia dell'umanità e, soprattutto, la pace viene trattata da chi ha iniziato la guerra: in questo caso da Usa e Russia".  "L'Europa – sottolinea Vannacci – si dimostra ancora una volta inesistente e ininfluente. Non negozia, non impone, non interviene", dice ancora sottolineando le distanze tra le strategie della Ue e quelle americane. Bruxelles, accusa, "si limita a portare avanti votazioni per una guerra ad oltranza e dichiarazioni e retorica vuote di ogni capacità di concretizzazione". Il generale ne fa un ragionamento più ampio, che lo porta a stigmatizzare ancora di più le difficoltà del Vecchio Continente: "Questo embrione di Stati Uniti d'Europa e di Europa Nazione continua a dimostrare il suo totale fallimento – lamenta -. Dalle relazioni internazionali, alla guerra, al commercio, all'industria, all'energia, all'immigrazione, alla sicurezza, alla competitività questo modello di Europa è totalmente sconfitto".  "Se vogliamo un futuro dobbiamo tornare alle radici del Vecchio Continente e ad una Europa di nazioni e popoli sovrani. Ho letto che von der Leyen e Costa hanno chiamato Zelensky. Mi domando come mai non abbiano chiamato Putin visto che non mi sembra che Zelensky sia in grado di dettare condizioni. O forse hanno ceduto a Trump la sovranità europea?", è la sua riflessione conclusiva. 
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