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Università: ricerca, 64% maturandi proseguirà studi, preferiti atenei con lezioni in presenza (3)

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(Adnkronos) – Anelli ha sottolineato che “non è intenzione della nostra università come pure degli altri atenei ‘tradizionali’ di trasformarsi in università telematiche. Però questa emergenza ci ha fatto imparare cose nuove che ci permetteranno di accogliere al meglio gli studenti alla ripresa delle lezioni in autunno e di arricchire stabilmente la nostra capacità di proporre didattica innovativa, dotando tutte le università di tecnologie per svolgere anche formazione a distanza. L’obiettivo è di offrire agli studenti una formazione universitaria compiuta che consenta loro di acquisire competenze e capacità indispensabili per affrontare le complessità del mondo”.

Secondo Elio Franzini, rettore dell’Università degli Studi di Milano, “l’indagine fa capire uno spaccato della generazione che accoglieremo il prossimo anno nelle nostre aule”, fatta di “persone realistiche e concrete”. Si tratta di una generazione, che “a una parte, cerca il contatto con gli altri, dall’altra, molto uguale a quello che sono i giovani: desiderosi di socializzare, di essere insieme e vivere l’università”.

Un punto interrogativo è quello riguardante il numero di studenti che hanno deciso di non iscriversi all’università. “Nel momento in cui vi è un impoverimento profondo del Paese e quindi delle famiglie – ha continuato Franzini – è chiaro che l’università può non essere vissuta ed è un errore che spesso viene compiuto. Ed è questo un punto interrogativo che angoscia noi rettori in quanto minore mobilità di studenti significa anche minori iscrizioni in un Paese che è il fanalino di coda nel mondo occidentale come numero di laureati e rischia un ulteriore impoverimento a medio termine proprio grazie al Covid. Spero che i nostri governanti possano comprendere che investire in formazione e in ricerca sia l’unico modo per rispondere a questo impoverimento”.

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