Ue: Picierno (Pd), ‘oggi da Pe passo avanti per garantire diritti fondamentali donne’
Roma, 12 lug. (Adnkronos) – “Il sesso senza consenso è stupro. Un concetto chiaro, fondamentale, che non ammette eccezioni né sfumature. A partire da questo principio in questi mesi di lavoro ci siamo poste l’obiettivo di reagire alla violenza contro le donne, di dotarci di strumenti più adeguati ed efficaci per contrastarla in ogni sua forma ed espressione, di sostenere le donne e di abbassare fino a quota zero la soglia di tolleranza di comportamenti maschili violenti. Da qui nasce il lavoro comune del Parlamento europeo sulla direttiva contro la violenza di genere. Un percorso che oggi ha segnato un’altra tappa significativa: l’Aula di Strasburgo ha dato il via libera al mandato per iniziare i negoziati sulla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e contro la violenza domestica”. Ad annunciarlo in una nota è Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata del Partito democratico.
“Il testo sostiene l’ambiziosa proposta della Commissione sulla nuova definizione del reato di stupro, che avviene ogni volta che manca il consenso della donna. Un’importante novità – aggiunge – che costringerà, se approvata, molti Stati membri a intervenire sulla loro legislazione nazionale e aggiornarla a questa definizione più giusta e protettiva nei confronti della vittima”, e infatti spiega che “la direttiva stabilisce anche che una vittima di violenza un tempo per la denuncia, che non deve essere inferiore ai 20 anni. I traumi post-violenza possono essere elaborati a lungo ed è necessario dare tempo alle vittime di trovare il coraggio di denunciare. Il Parlamento oltre ai reati sulle mutilazioni genitali femminili e ai reati di violenza online, chiede anche che vengano criminalizzati a livello europeo, tra gli altri, il matrimonio forzato, la sterilizzazione forzata, e le molestie sessuali nel mondo del lavoro”.
“Nel testo proposto, si chiede anche che siano aumentate le misure di protezione e prevenzione, tra le quali i posti nei rifugi per donne vittime di violenza, che stando alla proposta del Parlamento devono essere almeno uno ogni 10mila abitanti. Si tratta di misure irrinunciabili, che ogni Paese dell’Unione Europea deve applicare. Perché uno Stato che non tutela le donne non può definirsi uno Stato di diritto”, conclude Picierno.
