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Ucraina, Russia: “Vertice di Budapest dipende dagli Usa”. Mosca testa il supermissile nucleare

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(Adnkronos) – ''La possibilità di un incontro a Budapest'' tra il leader del Cremlino Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump ''dipenderà dagli Stati Uniti''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel corso di un'intervista con il canale ungherese su YouTube Ultrahang. Il capo della diplomazia russa ha poi sottolineato che ''la questione territoriale in Ucraina viene discussa in vari formati'' e che ''Putin l'ha sollevata durante il suo incontro con Trump''. Quanto al colloquio di ieri con il segretario di Stato americano Marco Rubio, Lavrov dice che "è andato tanto bene" che ''alla fine gli Stati Uniti non hanno ritenuto necessario un incontro di persona''. Non è corretto dire che il vertice tra il presidente americano Donald Trump e il leader del Cremlino Vladimir Putin a Budapest è stato annullato, perché i due leader non avevano ancora fissato una data. Lo sostiene il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov al Vftrk, sottolineando che la Russia e gli Stati Uniti hanno capito che l'incontro tra Putin e Trump non dovrebbe essere rimandato a lungo. "Ricordiamo che non c'è stato un accordo chiaro su date concrete per il vertice. Quindi, sarebbe sbagliato dire che questo vertice è stato annullato", ha dichiarato Peskov aggiungendo che "non tutti vogliono questo vertice". L'accerchiamento, da parte delle forze armate russe, di 5mila soldati ucraini a Kupyansk e Pokrovsk è ''una menzogna totale''. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che ''le bugie sono rivolte agli Stati Uniti. Putin vuole convincere Trump che sta vincendo''. Da parte sua Putin ha testato "con successo" il nuovo missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, definendolo un’arma "unica" con una gittata fino a 14mila chilometri. Il leader russo ha, inoltre, ordinato la preparazione delle infrastrutture necessarie per l’entrata in servizio operativo del Burevestnik nelle forze armate russe. Intanto, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha affermato che l’Ucraina non sarebbe in grado di produrre missili capaci di colpire profondamente il territorio russo senza componenti importati dall’Europa. "Possono essere britannici, possono essere tedeschi, italiani, qualsiasi tipo. È evidente che l’Ucraina stessa difficilmente sarebbe in grado oggi di produrre tali missili, e almeno i componenti principali e i blocchi di questi missili sono puramente importati dall’Europa", ha detto il portavoce alla tv di Stato, citato da Interfax. Per quanto invece riguarda le nuove sanzioni statunitensi contro la Russia, "complicano" il ripristino dei rapporti tra i due Paesi, ma non rappresentano un motivo per rinunciare a rafforzare i legami, ha continuato Peskov in un’intervista rilanciata dalla Tass. "Nonostante i diversi aspetti sollevati dal presidente degli Stati Uniti, dobbiamo comunque orientarci sui nostri interessi. I nostri interessi sono costruire buone relazioni con tutti i Paesi, compresi gli Stati Uniti. Certo, le azioni intraprese questa settimana sono state un passo ostile. Hanno realmente danneggiato le prospettive di ripresa dei nostri rapporti. Ma questo non significa che dobbiamo rinunciare a questi obiettivi. Dobbiamo fare ciò che è vantaggioso per noi", ha spiegato Peskov. 
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