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Ucraina, Monteduro (Acs): “Aumenta solco tra popolo e realpolitik, rischio guerriglia”

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Roma, 25 mag. (Adnkronos) – Il solco fra popolo e realpolitik potrebbe nutrirsi anche delle armi confiscate ai russi, spesso non tracciate, che finiscono sul mercato nero con il rischio di foraggiare una potenziale guerriglia interna combattuta da quegli ucraini che potrebbero non accettare un accordo che il presidente Volodomyr Zelensky potrebbe un giorno sottoscrivere, all’insegna di concessioni territoriali ai russi in nome della pace. Ne parla con l’Adnkronos Alessandro Monteduro, direttore di ‘Aiuto alla Chiesa che Soffre’ appena reduce da un viaggio in Ucraina durante il quale racconta di avere “colto il timore che movimenti nazionalisti e autonomisti, sia pure minoritari, potrebbero iniziare una guerriglia autonoma contro i nemici russi oppressori”. Segnali confermati dai recenti sondaggi, della società demoscopica ‘Rating’, in base ai quali oltre il 60% dei civili ucraini, anche donne, vuole armarsi.

“Sta già succedendo qualcosa in tal senso e si sta instaurando un solco fra la real politik e la realtà popolare, la cui maggioranza non sarebbe disponibile a cedere nulla. Il rischio è – prosegue Monteduro – che quando Zelensky sarà chiamato al tavolo negoziale, rappresenterà l’Occidente, ma non la maggioranza del popolo ucraino. E se sarà costretto a sottoscrivere un accordo per concedere territori ai russi, potrebbe non soddisfare il patriottismo crescente degli ucraini. È possibile possa addirittura esser costretto a lasciare il suo Paese nominando un erede, perché la comunità lo contesterà. E qui – ricorda – interviene il tema del mercato nero delle armi, di cui sui giornali non si parla”.

Secondo Monteduro, ad aggravare il quadro sono gli “attriti legati al ruolo e al futuro della comunità religiosa aderente al patriarcato di Mosca, che potrebbero sfociare in una ulteriore diaspora”. “Il Consiglio pan ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose, che rappresenta l’unità religiosa del Paese, sta tenendo le inevitabili tensioni più spente possibili e potrebbe fare da organo di mediazione, laddove tra Zelensky e gli ucraini ci dovesse essere disaccordo. Il Consiglio – conclude Monteduro – potrebbe trasformarsi in un utilissimo strumento, soprattutto se le organizzazioni religiose e la Santa Sede saranno investite di un ruolo nella mediazione”, per tenere il paese compatto e scongiurare il rischio di una guerriglia di anni.

(di Roberta Lanzara)

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