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Ucraina, giornalista di Kiev: “Molti amici star tv hanno imbracciato le armi e sono al fronte”

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Roma, 28 feb. (Adnkronos) – “Un attacco così aggressivo era inaspettato e ha sorpreso e scioccato tutti, compresi noi giornalisti che non ce lo aspettavamo, non in questi termini. Ho molti amici, star della tv, attori, artisti che ora hanno imbracciato le armi e sono al fronte a combattere”. Lo rivela all’Adnkronos la giornalista ucraina Solomiya Vitvitska, star tv del canale Tch 1+1 che, in collegamento dal proprio appartamento di Kiev, fa un racconto impressionante della situazione della città e dei giovani corsi a combattere “senza pensarci due volte”. “In questo momento -spiega la cronista- siamo davvero molto orgogliosi dei nostri ragazzi, che anche senza preparazione si armano e vanno a combattere per difendere il loro paese”.

Solomiya, che insieme a tanti colleghi racconta la guerra quotidianamente, aggiunge: “Stiamo resistendo, purtroppo non ci sono i soldati della Nato, ma ringraziamo per le armi, che in questo momento sono davvero utili e per noi questo sostegno e supporto è davvero molto importante”. La giornalista racconta poi la situazione di Kiev: “La città è vuota, i negozi sono tutti chiusi, alcuni palazzi sono stati distrutti, molte macchine sono abbandonate e distrutte e sono scappati tutti quelli che potevano. Quelli che non ci sono riusciti dormono dove possono, moltissimi nella metro, mentre chi può cerca di dirigersi verso ovest”.

Mentre è in collegamento con la nostra agenzia, la giornalista sente un allarme, che ci fa ascoltare dalla sua finestra, e corre alla porta per verificare che non ci sia l’avviso agli abitanti del palazzo di scendere nel bunker. “Viviamo così, sono stanca di correre pensando che da un momento all’altro dovrò rifugiarmi di sotto”, rivela all’Adnkronos. E racconta un aneddoto che l’ha particolarmente toccata: “L’altra sera sono andata con amici dall’altra parte della città per portare dei viveri ai nostri soldati, ma non mi ero accorta che ero di qualche minuto fuori dal coprifuoco (che a Kiev è dalle 17 alle 8 di mattina, ndr). Erano le 17.05, quindi non potevo più tornare a casa”. Questo, spiega la giornalista, “è avvenuto durante un coprifuoco particolarmente rigido e severo, misure che hanno inasprito per cui chi si trova in giro nelle ore non consentite è riconosciuto come sabotatore”. La Vitivtska è dovuta dunque restare con i soldati, “dove loro si sistemano per la notte, e la mattina mi hanno riaccompagnato. E’ stato scioccante vedere la mia città nel silenzio del mattino, in quello stato. Forza Ucraina”, spiega.

Se le si domanda come sia il suo stato d’animo, Solomiya risponde senza esitare. “Sono serena -rivela- e fiduciosa. Uno psicologo mi ha spiegato che è tipico di molti giornalisti reagire così agli eventi traumatici. Ma io ho fiducia che tutto andrà bene e si risolverà nel migliore dei modi”, conclude.

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