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**Ucraina: garante infanzia, ‘importante tracciare minori, non siano invisibili’**

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Milano 8 apr. (Adnkronos) – “È necessario che tutti i minori che arrivano dall’Ucraina, anche quelli che sono accompagnati, siano censiti e ci sia un tracciamento di dove si trovano”. Lo dichiara all’Adnkronos l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti.

Gli under 18 rappresentano quasi il 40% degli oltre 87mila profughi arrivati in Italia dal Paese in guerra. “La maggior parte sta arrivando in Italia con la mamma, ma tanti sono accompagnati da zie o nonne. Sotto un profilo strettamente giuridico, quindi, si tratta di minori stranieri non accompagnati, però di fatto hanno un adulto di riferimento, che ragionevolmente in tempi brevi verrà nominato come tutore dal Tribunale per i Minorenni”, evidenzia Garlatti, invitando chiunque si trovi in questa situazione a “seguire assolutamente le strade ufficiali, senza preoccupazione, perché nessuno li andrà a separare dai loro cari”.

“Le istituzioni italiane stanno lavorando certamente per agevolare i ricongiungimenti familiari, non per renderli più difficili”, assicura la garante, portando l’esempio “della frontiera con la Slovenia, da cui molti profughi arrivano, dove la Questura si è attivata per il ricongiungimento dei minori arrivati in cerca della mamma badante in Italia”. L’autorità rivolge un appello anche “alle famiglie che stanno ospitando minori, perché magari sono conoscenti o parenti della persona che lavora presso di loro, a segnalare che ci sono questi minori. Non c’è nessun pericolo, non vengono allontanati dai loro cari, però è bene che si sappia che ci sono. Così potranno andare a scuola, avere una tessera sanitaria che gli consente di usufruire di prestazioni sanitarie e quindi essere bambini visibili e non rimanere invisibili”.

Se per i minori arrivati con un parente, che non sia un tutore legale, il problema è solo giuridico, ma facilmente risolvibile, “i minori che richiedono una particolare attenzione sono invece quelli che arrivano completamente soli, perché per loro più che per altri c’è il pericolo che possano finire in mani sbagliate e che possano diventare vittime di tratta o di sfruttamento, sia lavorativo che sessuale”, sottolinea Garlatti. “Nella riunione che ho fatto con gli omologhi del Consiglio d’Europa ho avvertito questa preoccupazione”, riferisce l’autorità, spiegando però su questo fronte “dati non ce ne sono, perché si tratta di fenomeni sempre sommersi. Proprio per questo è importante prevenirli, facendo un tracciamento”.

Fortunatamente comunque “i minori stranieri non accompagnati dall’Ucraina sono molto pochi rispetto ai numeri a cui siamo abituati nei fenomeni migratori che interessano il nostro Paese”, spiega la garante. Al 5 aprile – ultimo dato disponibile – i minori non accompagnati ucraini in Italia erano 1.099, cifra che non include gli orfani o i bambini assistiti da istituti nel loro Paese, giunti nel nostro con un tutore nominato da un’autorità ucraina in base alla Convenzione Aja del 1996, ma include invece i bambini arrivati con un parente che non è il loro tutore legale. Sono proprio questi la maggioranza. “In Friuli Venezia Giulia, regione di frontiera – riferisce Garlatti – sono presenti sessanta minori stranieri non accompagnati, ma solo uno di loro in realtà è completamente solo, gli altri hanno la nonna o la zia, che se si dichiarerà disponibile, verrà nominata tutrice”.

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