Ucraina: Bersani, ‘giusto aiutare la resistenza ma si lavori per pace e difesa Ue’
Roma, 7 apr. (Adnkronos) – “Credo sia assolutamente giusto aiutare ad aiutarsi un Paese aggredito: con interventi umanitari, con sanzioni e anche con aiuti militari. La domanda da porsi però è un’altra: perché lo facciamo? Perché l’Ucraina stia in piedi in vista di un cessate il fuoco, di un negoziato, di un compromesso, e per prepararci a un dopo che sia un futuro di sicurezza reciproca e di pace? O perché la guerra duri fino a vedere chi è il vincitore e chi è il vinto? Per poi magari predisporci a trent’anni di guerra fredda?”. Lo dice Pier Luigi Bersani a ‘la Stampa’.
È giusto arrivare al 2% di Pil di spese per la Difesa? “Si è fatta una polemica con scarso costrutto in cui si è risolto il tema ovvio e non si è affrontato quello necessario. Era ovvio che avremmo diluito questo impegno. Il problema però è: se in quest’occasione non impostiamo un meccanismo di difesa europeo a partire come dice Prodi dalla cooperazione rafforzata tra i 4 Paesi principali, aspettando che gli altri arrivino, non lo faremo mai più. È lì che dobbiamo misurare risparmi e spese”, risponde Bersani.
È giusto fermare il gas russo per non finanziare la guerra di Putin, come dice Letta? “Sono purtroppo scettico per un motivo elementare: non riusciamo neanche a livello europeo a mettere un tetto al prezzo, non prenderlo mi pare complicato. In più, non va sottovalutata l’opinione pubblica, che difficilmente reagirebbe bene davanti a un razionamento dell’energia chiesto da noi. Questo non significa che non si possano rafforzare le sanzioni”, dice Bersani.

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