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Ucraina: Amendola, ‘è l’ora dell’Europa, fare tutto per i negoziati’

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Roma, 4 mar. (Adnkronos) – “Dobbiamo avere il coraggio del dialogo e fare di tutto per riavviare i negoziati, per salvare i civili ucraini e la loro libertà. La tregua temporanea per i corridoi umanitari, se attuata, è un primo passo, ma non basta. La velleità nazionalista russa di saldare conti del passato è un pericoloso salto nel buio. Putin vuole essere un attore globale, dimostrando con armi e pretesti la sua statura. Ma la Russia non è Putin. La Russia ha la testa, la storia e il futuro economico in Europa. Non possiamo accettare di vivere da assediati, di essere vittime del revanscismo miope e scellerato di Putin”. Lo dice al Corriere della Sera il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enzo Amendola, secondo cui per la Ue “la crisi in Ucraina è un banco di prova decisivo. Il tentativo di annessione va fronteggiato con sanzioni dure e col pragmatismo di chi è sempre pronto al negoziato per fermare il massacro dei civili. Questa è l’ora dell’Europa. Dopo due anni di pandemia in cui abbiamo dimostrato di essere una comunità di destino, abbiamo l’irripetibile opportunità di diventare un’istituzione coesa che sa affrontare tutte le emergenze: energia, industria, difesa, oltre a una gestione finalmente solidale dei profughi”.

In termini economici, spiega Amendola, “tutti pagheremo per questa guerra, non soltanto l’Italia. È urgente un piano energetico europeo su acquisti e stoccaggi e va rivista la governance economica dei 27. Dobbiamo reagire da vera comunità, come abbiamo fatto con il Next Generation. L’Ue deve essere all’altezza della storia che stiamo vivendo. Il bilancio per le forze armate, come ha ricordato il ministro della Difesa Guerini, è già cresciuto negli ultimi anni. Non si tratta solo di rafforzare l’aspetto finanziario, ma di aggiornare lo strumento militare. Oggi questo investimento su scala europea è ancora più urgente, in termini politici, tecnologici e logistici, piegando le ritrosie nazionali”.

“Alla tragedia della guerra – sottolinea – il Parlamento ha risposto con voce unitaria. Lega e 5 Stelle hanno votato assieme a noi la risoluzione. Di fronte a una crisi, ogni partito ha due scelte: remare con gli altri per uscire dalla tempesta, oppure speculare sulle distinzioni. Mi auguro che si rinunci alla polemica sterile, non è proprio il momento. Il dialogo invece, anche aspro, è sempre utile. Credo che l’elettorato democratico e progressista, non solo quello del Pd, in questo momento sia con Letta e con il governo Draghi. La guerra lacera le coscienze di ciascuno di noi, è sofferenza vera, ma il compito della politica è assumersi responsabilità nei momenti difficili. L’ho imparato sulla mia pelle, quando da ragazzo ero sotto le bombe a Belgrado. Fu un’operazione necessaria per fermare un dittatore come Milosevic. Io, allora come oggi, però non smetto di rinunciare alla soluzione politica e di sperare che tacciano le armi. Quanto alla possibilità dell’ingresso dell’Ucraina nella Ue, con l’Ucraina c’è un rapporto di associazione, vogliamo intensificare la collaborazione e raccogliere la loro aspirazione europeista. Dal punto di vista delle procedure la strada è molto lunga e, visti i tempi, non è in agenda vagliare un allargamento immediato. Ora la priorità è mantenere salda l’alleanza europea per difendere il popolo ucraino”.

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