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Tumore al polmone, Cardillo (San Camillo): “Con intervento precoce 80-90% vivo a 5 anni”

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(Adnkronos) – "La diagnosi precoce è un elemento cruciale nella lotta contro il tumore al polmone, una malattia la cui prognosi resta ancora oggi molto severa". Così Giuseppe Cardillo, direttore della Uoc di Chirurgia toracica dell'Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, partecipando oggi al convegno 'Lung Cancer Screening European Expert Summit', realizzato all'Azienda ospedaliera romana, con il contributo non condizionate di Johnson&Johnson MedTech.  "La sopravvivenza a 5 anni è solo del 16% a livello globale – ha spiegato Cardillo – questo significa che solo 1 su 7 pazienti sarà vivo a 5 anni dalla diagnosi, dati assolutamente preoccupanti. Viceversa, i pazienti operati in stadio precoce possono raggiungere una sopravvivenza che arriva fino all'80-90%, cambiando radicalmente la prospettiva di vita". Per ottenere una diagnosi tempestiva è fondamentale rivolgersi ai soggetti a rischio, in particolare ai fumatori, che rappresentano l'85% dei pazienti affetti da tumore al polmone. "Il rischio maggiore è legato al fumo di sigaretta – ha rimarcato Cardillo – Esistono indicatori precisi per identificare chi è maggiormente a rischio e deve sottoporsi a screening". La prevenzione passa attraverso la tomografia computerizzata (Tc) del torace a basso dosaggio, "l'unico strumento efficace e non invasivo, che dura solo 1 minuto-minuto e mezzo e non è impegnativo per il paziente. Lo screening – ha sottolineato l'esperto – è stato dimostrato da numerosi studi come l'elemento chiave per migliorare la diagnosi precoce".  In Italia, "tuttavia, lo screening non è ancora incluso nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per questo motivo, il San Camillo Forlanini ha deciso di bypassare questo problema costruendo un percorso di diagnosi precoce – ha chiarito Cardillo – Il progetto prevede che il paziente, soprattutto se fumatore, possa accedere a una semplice scheda online, inserendo dati anagrafici, anamnesi e abitudini di fumo. Un algoritmo valuta automaticamente il rischio e, se idoneo, il soggetto viene chiamato per una visita pneumologica. Lo pneumologo conferma il rischio e prescrive la Tc a basso dosaggio". I pazienti ad alto rischio vengono inseriti in un percorso ambulatoriale dedicato, seguito da un pool di specialisti del tumore al polmone. "Abbiamo esaminato circa 320 pazienti – ha rimarcato – e abbiamo già identificato 11 pazienti da operare, un numero significativo. Di questi, 5 sono stati già operati, con conferma della diagnosi di tumore in 4 casi. Tutti hanno subito interventi con tecniche robotiche o chirurgiche mini-invasive e si trovavano in stadi precoci della malattia, con aspettativa di vita molto alta e senza necessità di trattamenti oncologici aggiuntivi. Gli altri pazienti saranno operati a breve, con l'obiettivo di estendere sempre di più questo modello di prevenzione e cura", ha concluso.  —[email protected] (Web Info)

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