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Tortura: Conte, ‘da Fdi attacco a stato diritto, indietro lancette Storia’

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Roma, 27 mar. (Adnkronos) – “È grave l’attacco che il partito di Giorgia Meloni vuole apportare allo ‘stato di diritto’. La proposta di legge che mira a depennare dal codice penale il reato di tortura vuole farci percorrere a ritroso il cammino di civiltà fin qui compiuto. Per anni siamo stati accusati di non dare attuazione alle varie Convenzioni internazionali che impongono agli Stati aderenti di introdurre nel proprio ordinamento giuridico il reato di tortura. Finalmente nel 2017 è stata colmata questa lacuna con l’introduzione nel codice penale degli artt. 613-bis e 613-ter. Come giustificano le menti eccelse di Fratelli d’Italia questo tentativo di riportare indietro le lancette dell’orologio della storia?”. Così su Facebook il leader del M5S Giuseppe Conte.

“Scrivono i firmatari di questa proposta di legge – prosegue l’ex premier – che le norme sul reato di tortura non sono “giustificate dall’andamento della situazione criminale in Italia”. Come a dire che non appena avremo un calo significativo di omicidi potremo mettere mano anche all’abolizione del reato di omicidio. I firmatari specificano che il loro intento non è, propriamente, abolire il reato di tortura, bensì riscriverlo per renderlo più circostanziato e meglio ‘tipizzato’. Queste raffinate menti giuridiche sono le stesse che hanno ‘tipizzato’ il reato sui rave party, mandando in Gazzetta Ufficiale una norma delirante che puniva severamente riunioni con più di 50 persone per il solo fatto che poteva derivarne un pericolo per l’incolumità o la salute pubblica. Viene spontaneo replicare: non vi date pensiero, risparmiateci il vostro zelo che abbiamo visto già all’opera e sappiamo dove ci porta. La verità è che la norma attuale non è affatto formulata in modo generico, quanto piuttosto così specifico da renderne l’applicazione ben delimitata”.

“Da ultimo – va avanti Conte – i firmatari ci rivelano che il loro proposito è di “tutelare adeguatamente l’onorabilità e l’immagine delle Forze di polizia”. Ma non si rendono conto i firmatari che questo argomento, esso sì, rischia di ledere il buon nome delle nostre forze dell’ordine? Perché il reato può essere commesso non solo da un pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, ma anche da un comune cittadino che abbia il compito di vigilare, curare o assistere un’altra persona”.

“E poi gli agenti che ogni giorno si impegnano con professionalità e dedizione per garantire la sicurezza pubblica non si onorano lasciando impunito chi, tra loro, dovesse isolatamente macchiarsi di un simile crimine, ma investendo risorse adeguate per permettere loro di essere sempre meglio equipaggiati e di essere pagati con puntualità anche per le ore di straordinario. Per il Movimento 5 Stelle i valori del rispetto della dignità di ogni essere umano e del principio di legalità sono entrambi stelle polari dell’azione politica”, conclude il leader pentastellato.