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‘Top Ten delle Parolacce’, il ‘2020’ diventa un insulto

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Roma, 2 gen. (Adnkronos) – Nell’era del Covid-19, anche la nuova edizione della ‘Top Ten delle Parolacce’ non poteva essere immune al Coronavirus. Tanto che nella storica classifica delle 10 ingiurie più emblematiche dell’anno appena finito è proprio il ‘2020’ a diventare esso stesso un insulto. Redatta come ogni anno dal linguista Vito Tartamella, la classifica delle parolacce che l’AdnKronos è in grado di anticipare – e che sarà diffusa a breve sul sito www.parolacce.org – fra contagi, crisi economica, isolamento forzato, vede il ‘2020’ come l’anno funesto. Insomma, l’anno appena finito “è diventato l’emblema della sfortuna, della rovina, del male assoluto” anticipa Vito Tartamella che riferisce come “sui social in lingua inglese” si sia “diffusa l’espressione ‘go 2020 yourself’ come equivalente di ‘go fuck yourself’ vai a farti fottere (‘vaffan2020’)”.

“E’ presto per dire quanto sopravviverà questo modo di dire ma -aggiunge- con un anno così disgraziato non poteva essere altrimenti” ed “è un sentimento diffuso”. “Il mese scorso -ricorda Tartamella- il quotidiano britannico ‘The Guardian’ ha fatto un sondaggio fra i lettori chiedendo loro di sintetizzare in una sola parola il loro sentimento verso il 2020. Ebbene, la parola più votata è stata ‘shit’ (merda) seguita da ‘fucked’ (fottuto)”. “D’altronde -osserva ancora l’esperto- anche in Italia l’espressione ‘Che ti venga il Coronavirus’ ha iniziato a circolare come maledizione e non è l’unico malaugurio a sfondo sanitario nella nostra lingua”.

Ma se l’anno scorso a causa del Coronavirus sta diventando la star degli insulti, entrando nel dettaglio della “Top Ten delle Parolacce 2020”, il primo posto degli eventi volgari più emblematici riportati dalle cronache nazionali e internazionali è andato all’episodio accaduto al festival di Sanremo: protagonisti Morgan e Bugo e la canzone ‘Sincero’ scritta da quest’ultimo. “Sul palco di Sanremo è infatti avvenuto un fatto inaudito: Morgan ha cambiato il testo della canzone trasformandola in un avvelenato e unilaterale attacco verso il suo partner” sottolinea ancora Tartamella. Ed è così che il primo posto della classifica delle parolacce è andato alla ‘canzone kamikaze’ trasformata da Morgan e che ha fatto squalificare i due artisti dalla competizione canora.

Il secondo insulto più emblematico del 2020 ha visto invece protagonista Max Verstappen il 23 ottobre scorso a Portimão, in Portogallo, al Gran Premio di Formula 1. Lance Stroll (Racing Point) non ha rallentato in curva e ha urtato l’auto di Max Verstappen (Red Bull). Quest’ultimo ha quindi imprecato alla radio: “Ma è cieco questo cazz..ne? Che caz… c’è che non va con lui? Gesù Cristo. Che ritardo. Ho subìto un danno. Che mongolo”. Lo sfogo ha fatto il giro del mondo e suscitato l’indignazione della Mongolia che non voleva essere equiparata ad un termine offensivo. Da qui la vicenda si è ingigantita, Verstappen non ha voluto scusarsi, l’affair è diventato un incidente diplomatico internazionale fra Mongolia, Onu e Omc.

Al terzo posto della classifica arriva anche il coronavirus, la pandemia ed il lockdown. E’ primavera, c’è tanta paura ma molti faticano a rispettare il divieto di circolazione. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, annuncia una decisione inusitata: una flotta di droni per controllare il territorio. I velivoli sono dotati di un altoparlante con la voce del sindaco che urla ai trasgressori: “Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta! Dove caz…vai? Torna a casa! A calci in cul…!”. “Mai nessuna autorità aveva intrapreso un’iniziativa simile che ha fatto il giro del mondo e, fra gli altri, è stata segnalata anche dalla rete americana Nbc” indica infine Tartamella.

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