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Terzo Polo: Napoli, ‘Calenda e Renzi d’accordo, partito centro serve a Italia’

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Roma, 16 feb. (Adnkronos) – “La vittoria ha sempre mille padri mentre la sconfitta rimane orfana. A Carlo Calenda va riconosciuto il merito di aver sovvertito questo adagio perché ha saputo assumersi le sue responsabilità. Chi vuole vaticinare sul futuro del Terzo Polo – denominazione che neanche a me piace – sulla base del voto regionale prende sicuramente un abbaglio”. Così Osvaldo Napoli di Azione.

“Domenica e lunedì si è votato secondo uno schema maggioritario e bipolare e già il fatto di essere ‘Terzo’ ti taglia fuori dalla competizione. Ragione per cui non mi stancherò di sostenere in tutte le sedi la necessità di tornare a un sistema proporzionale, come è stato fino al 1993. Conviene a tutti: al partito di centro in gestazione, ma anche ai nostri potenziali alleati che sanno di poter raccogliere consensi altrimenti indirizzati altrove o congelati a casa. Il voto di domenica è ininfluente sul futuro del quadro politico. Per quanto ci riguarda, trovo sbagliato porre oggi il tema delle alleanze”.

“Più urgente è costruire una nostra identità programmatica, perché solo un programma chiaro, essenziale e comprensibile darà al Terzo polo – o come si chiamerà – la giusta visibilità. È dalle battaglie comuni che possono scaturire convergenze solide. Sul reddito minimo come sulla sanità pubblica, Azione e Italia Viva hanno dato la propria disponibilità a un’iniziativa comune con Pd e, se ci sta, con M5S. È poco? È troppo? In politica si costruisce giorno per giorno, si mette un mattone sopra l’altro. Poi si arriva a un punto è doveroso guardare al progetto complessivo: lì si capirà se ci sono le condizioni per un’alleanza strategica. Concordo con chi vorrebbe un’altra denominazione invece di Terzo polo. ‘Per la Repubblica’ o ‘Partito Repubblicano europeo’ trovo che sarebbero due nomi suggestivi e coraggiosi”.