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Tennis: Sinner, ‘ho un obiettivo in testa, servono sacrifici e passare da momenti difficili’

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Roma, 8 mag. – (Adnkronos) – “Ho un obiettivo in testa, servono tanti sacrifici, bisogna passare attraverso momenti difficili. Poi quando sei tra i primi 15 o 10, ogni dettaglio può fare la differenza”. Così Jannik Sinner, in conferenza stampa alla vigilia dell’esordio agli Internazionali Bnl d’Italia. Il ventenne altoatesino, reduce da un inizio di stagione problematico, è l’italiano con la miglior classifica in tabellone al Foro Italico visto il forfait di Matteo Berrettini.

“Mi dispiace che Matteo e Lorenzo [Musetti] non riescano a giocare qui. Certo che c’è pressione, ma la devi gestire, fa parte del gioco. Ognuno ha la sua strada, l’importante è concentrarsi su se stessi”. Nel nuovo percorso intrapreso tre mesi fa con il nuovo coach Simone Vagnozzi, Sinner ha un obiettivo: arricchire il proprio tennis senza snaturarsi.

“Ha un metodo diverso rispetto a Riccardo Piatti, penso che stiamo lavorando bene – ha detto -. So fare più cose se mi dovesse servire in campo, l’importante è non perdere quel che sono, ovvero un giocatore che entra in campo e spinge. Ma il tennis non è solo questo, è anche variare, capire i momenti della partita. Stiamo lavorando sul trasformare il gioco, possiamo migliorare tanto dalla parte del rovescio. Siamo sulla buona strada”.

A Roma arriva dopo la batosta a Madrid contro il canadese Felix Auger-Aliassime. “Non mi era mai successa una stesa così – ha ammesso -. Sarei andato subito dopo in campo ad allenarmi, ma la partita è finita tardi. A mezzanotte eravamo con Simone a guardare i video del match. C’erano tante cose che avrei dovuto fare, e devo provare a farle, anche se poi magari perdo lo stesso. Proviamo a dimenticare quello che è successo e ad andare bene qui”.

La terra del Foro Italico può esaltare questo Sinner 2.0. “La terra di Roma mi piace di più – ha detto -, a Madrid si scivola molto, anche perché siamo in altura. Qui mi sento sempre un po’ meglio. Ho sempre giocato bene qui e al Roland Garros. Il Centrale è un po’ diverso rispetto al Pietrangeli, più veloce. Con tanta gente, poi, l’atmosfera sarà ancora più bella”.

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