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Studenti liceo Visconti di Roma: “Rientro strano, è tutto cambiato”

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Roma, 14 set. – (Adnkronos) – L’obbligo di indossare le mascherine, i banchi monoposto, ingresso e uscita differenziati: in tempi di Covid-19 non poteva essere un ritorno tra i banchi di scuola come tutti gli altri, e così è stato. Lo racconta un gruppo di studenti del Liceo classico ‘Ennio Quirino Visconti’ all’AdnKronos, evidenziando proprio quanto sia stato “particolare e strano ritrovarsi a scuola dopo quasi sette mesi, con così tanti cambiamenti ai quali ci vorrà tempo per abituarsi”. L’istituto ha provato ad attrezzarsi, visto il momento emergenziale, adibendo a classe “la palestra, l’aula magna, i laboratori e perfino un locale della vicina chiesa”. Per garantire il rispetto del distanziamento viene stravolto anche il momento più atteso ogni mattina dagli studenti: la ricreazione. Rito collettivo per eccellenza di tutti i ragazzi in età scolare, importante per socializzare e recuperare energie per le lezioni successive, è ora diviso per classi. “Abbiamo la pausa in momenti diversi, prima chi esce a mezzogiorno e più tardi i ragazzi che terminano le lezioni alle tredici”, raccontano gli studenti.

In un Paese che deve fare i conti con la pandemia di coronavirus, anche gli studenti affrontano così le conseguenze e i disagi derivanti dall’emergenza. Il sacrificio di una parte del periodo più formativo e bello della giovinezza, è il tributo che i giovanissimi sono costretti a pagare al Covid-19.

Al centro delle polemiche degli ultimi giorni prima della riapertura delle scuole c’era il tema delle possibili defezioni dei professori, impauriti dalla paura del contagio. “Alcuni docenti ancora devono essere nominati, per esempio da me manca quello di greco”, dice Marco, “però in generale ci sono quasi tutti”. E non è finita l’esperienza delle video-lezioni, “una settimana al mese una classe non verrà in sede, ma seguiremo da casa. A differenza degli ultimi mesi dello scorso anno però non avremo solo tre ore durante la mattinata. Ne faremo cinque”, racconta Francesca, che frequenta la prima liceo.

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