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Stellantis: Palombella, Gigafactory in arrivo a Termoli, ok seconda vettura Pomigliano

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Roma, 10 mar. (Adnkronos) – “Nonostante il difficilissimo contesto, Stellantis oggi ha aggiunto elementi importanti al piano strategico per l’Italia, con due fondamentali novità su Termoli e su Pomigliano e con la conferma degli impegni presi su tutti i nostri stabilimenti. Pandemia, transizione all’elettrico, crisi delle forniture e da ultimo tragici eventi bellici rappresentano un rischio gravissimo per l’automotive e per tutta l’industria, di conseguenza il rinnovato impegno di Stellantis in Italia diventa ancor più prezioso”. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, commentano il tavolo convocato oggi al Mise sul gruppo Stellantis.

“Siamo sollevati dal fatto – spiegano – che è stata finalmente annunciata come imminente la sigla dell’accordo fra Governo e Stellantis per la costruzione della Gigafactory a Termoli, anche se naturalmente attendiamo l’ufficiale perfezionamento da parte della joint venture di cui Stellantis è parte. La costruzione di una fabbrica di batterie è difatti essenziale per la tenuta della intera catena produttiva italiana impegnata nel delicato passaggio all’elettrico e pare che il Governo abbia iniziato ad accogliere almeno parte delle richieste che abbiamo avanzato insieme agli industriali sul settore automotive”.

Positiva anche la volontà di Stellantis “di crescere nei segmenti di alta gamma con marchi in prevalenza italiani rappresenta una grande opportunità per noi” anche se, annotano Palombella e Ficco, “ci sono rischi su cui dovremo continuare a vigilare con attenzione: il passaggio all’elettrico da una parte ridurrà l’occupazione e dall’altra imporrà riduzione di costi, che noi chiediamo non avvenga a scapito né dei salari né delle condizioni di lavoro”. In ogni caso “l’incognita maggiore per il prossimo futuro è rappresentata dalla crisi delle forniture, che potrebbe aggravarsi ed estendersi a causa dei drammatici eventi internazionali e per cui chiediamo un interessamento attivo del Governo, nonché iniziative concrete come ammortizzatori sociali specifici che scongiurino il rischio di licenziamenti nelle innumerevoli aziende dell’indotto”, dicono ancora

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