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**Spazio: ancora 5 anni per missione Nasa ‘Juno’, a bordo strumenti italiani** (3)

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(Adnkronos) – “Gli eccezionali risultati della missione Juno sono frutto dell’eccellenza delle comunità scientifica ed industriale italiana, coordinate da Asi” scandiscono Giuseppe Sindoni, responsabile Asi di progetto per Jiram, Catia Benedetto, responsabile Asi di progetto per KaT, e Christina Plainaki, Asi Project Scientist per Jiram. “L’estensione della missione permetterà di consolidare l’esperienza del nostro Paese anche sullo studio delle lune di Giove” e “ancora una volta Nasa e Asi collaborano in una missione memorabile alla ricerca delle origini del Sistema Solare” sottolineano gli esperti dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’astrofisico e ricercatore Alessandro Mura dell’Inaf, responsabile scientifico di Jiram, nota che anche se Jiram è stato progettato principalmente per studiare l’atmosfera e le aurore gioviane, ha le performance ideali per studiare le lune di Giove, quando la sonda Juno si trova sufficientemente vicino ad una di esse” e che “questo nuovo profilo di missione permette di fare nuove scoperte scientifiche e aprire la strada alle future missioni, come Juice”.

“La struttura interna di Giove è di cruciale importanza per conoscere i processi di formazione del pianeta e del sistema solare” spiega Luciano Iess dell’Università La Sapienza di Roma e Principal Investigator dello strumento di radioscienza KaT. Iess sottolinea che “purtroppo, ‘vedere’ all’interno di Giove, oltre lo strato di nubi, è possibile solo misurando forze che attraversano qualsiasi ostacolo, quali appunto la gravità” e che “questa è la funzione del KaT, lo strumento chiave per determinare la gravità del nucleo e dei vari strati che costituiscono il pianeta, grazie alla misura estremamente accurata delle accelerazioni che Juno subisce passando a distanza ravvicinata da Giove”. “Il prolungamento della missione era atteso con ansia, perché -osserva infine Iess- renderà possibili nuove e importanti misure, tra cui quelle delle maree sollevate su Giove dalle quattro lune galileiane”. (di Andreana d’Aquino)

Nella missione Juno è al lavoro anche un’eccellenza dello stabilimento toscano di Leonardo – la ‘bussola’ della missione – il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker, che ha guidato la sonda per quasi 3 miliardi di chilometri verso l’orbita gioviana e che continuerà a fornire informazioni fondamentali per mantenere la rotta prestabilita. Con oltre 800 unità prodotte da Leonardo a Campi Bisenzio, la famiglia italiana di sensori di assetto multifunzionali – sensori di stelle, di Sole e di Terra – di cui il sensore a bordo di Juno fa parte, è attualmente a bordo delle principali missioni spaziali internazionali tra cui ExoMars, Copernicus, Galileo, Meteosat Third Generation, MetOp Second Generation, James Webb Space Telescope, Osiris-Rex e Insight.

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