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**Spazio: ancora 5 anni per missione Nasa ‘Juno’, a bordo strumenti italiani** (2)

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(Adnkronos) – In particolare, Jiram appartiene ad una famiglia di strumenti realizzati dal colosso dell’aerospazio Leonardo già da tempo collaudati su altre missioni spaziali internazionali come Rosetta e Venus Express di Esa e Dawn e Cassini della Nasa. L’evoluzione di questo strumento è a bordo della sonda BepiColombo, che è stata lanciata nel 2018 per studiare il pianeta Mercurio. La missione Juno, estesa ora fino al settembre 2025 o alla fine della sua vita, “non solo continuerà le osservazioni chiave di Giove, ma amplierà anche le sue indagini nel ben più vasto sistema gioviano con sorvoli pianificati e osservazioni mirate e ravvicinate delle lune Ganimede, Europa ed Io” spiegano Asi, Inaf e Sapienza. Inoltre Juno è la prima missione diretta su Giove a usare pannelli solari invece di generatori termoelettrici a radioisotopi.

La pianificazione iniziale di Juno prevedeva una fine missione a metà del 2021, dopo circa 4 anni e mezzo di osservazioni e la 34esima orbita polare intorno a Giove ma già dal 2020, il team di Juno guidato dal Principal Investigator Scott Bolton, ha avanzato una proposta per estendere la missione. Ora la Nasa ha accolto la richiesta e Juno potrà quindi, ufficialmente, continuare a studiare Giove ancora per oltre 4 anni. “In questa nuova vita -spiegano Asi, Inaf e Sapienza- la sonda percorrerà ulteriori 40 orbite, con cadenza bimensile, modificando la sua traiettoria in modo che le lune di Giove, Ganimede, Europa ed Io siano osservabili in dettaglio, grazie a diversi passaggi ravvicinati”.

Juno si dedicherà, inoltre, allo studio degli anelli di plasma e di polveri, e, nella parte finale della sua vita, sarà posta in un’orbita tale che le permetterà di studiare da vicino il polo nord di Giove, dove ha già scoperto le strutture cicloniche regolari. Alla fine della sua vita, si prevede che la sonda Juno venga distrutta facendola precipitare sul pianeta Giove. Gli scienziati spiegano che ciò è necessario per evitare che incidentalmente possa schiantarsi su una delle lune ghiacciate del pianeta gigante e che così possa contaminarle.

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