Sinistra: da Zingaretti a Renzi, D’Alema riunisce tutti, ‘ora un soggetto politico’/Adnkronos

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Roma, 5 dic. (Adnkronos) – Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Goffredo Bettini, Dario Franceschini, Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Roberto Speranza e la giovane Elly Schlein, recordwoman di preferenze alle ultime regionali in Emilia. Trent’anni, o giù di lì, di centrosinistra riuniti in una schermata zoom. Spicca Renzi, in polo bianca a maniche corte. Due ex-premier, scissionisti, l’attuale segretario del Pd, uomini chiave del governo Conte, amici e ex (?) nemici. A riunirli tutti, anche se virtualmente, stavolta è quello che è stato spesso considerato un leader divisivo, Massimo D’Alema, per un’iniziativa di Italianieuropei. Titolo: ‘Il cantiere della sinistra’. Ovvero che fare del campo del centrosinistra dopo la pandemia. E le diversità di vedute non mancano.

Sintesi estrema. Renzi batte sul centro con lo ‘schema Biden’. D’Alema rimarca la necessità di un nuovo soggetto della sinistra, un campo democratico largo. Dice Speranza “ora c’è uno spazio aperto” per questo. Franceschini insiste sull’alleanza strategica, anzi “inesorabile” con i 5 Stelle suggerita anche da un motivo pragmatico: il centrosinistra tutto assieme arriva al 30% e per governare non basta. “Al di là delle legge elettorale, l’unico tema che cambia è se fare l’alleanza prima o dopo le elezioni perchè difficilmente potremo arrivare ad avere la maggioranza a Camera e Senato quando il nostro campo, con le sue divisioni, non arriva neanche al 30 per cento”.

Zingaretti guarda all’occasione, all’opportunità del Recovery per costruire una “fase nuova” mentre “la sirena populista si è rivelata inefficace”. E “questa deve essere la scintilla che può coinvolgere” le persone “nella consapevolezza che c’è un obiettivo: costruire un equilibrio diverso perchè quello di prima “era inaccettabile” e “non era il nostro”. Per il segretario dem “credo che tutti, nelle differenze, se trovassimo il modo di orientare questo dibattito, tra l’assillo di essere vicini alle persone e la missione di sciogliere nodi che fin qui non sono stati sciolti, si può aprire una stagione nuova nella quale all’orrore del populismo si sostituisce un’altra prospettiva”.

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