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Scuola, Anief: “Risorse del contratto dovevano essere liberate, è solo l’inizio”

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Roma, 12 nov. (Adnkronos) – “La crisi economica e la crisi energetica non hanno fatto altro che peggiorare la situazione economica di chi oggi lavora nel nostro Paese: le risorse approvate ieri con il rinnovo” del contratto di Istruzione, Università e Ricerca per circa 1,4 milioni di lavoratori della scuola “dovevano essere liberate, siamo riusciti a farlo ed è bello avere raggiunto questo accordo con l’unanimità dei consensi, però confido anche nell’accordo politico di giovedì pomeriggio: da onorare da parte del governo, perché sono state promesse risorse aggiuntive e quindi dobbiamo continuare a lavorare con questo percorso nella prossima Legge di Bilancio”. E’ quanto afferma, a nome dell’Anief e della Cisal, il sindacalista Marcello Pacifico ha confermato la disponibilità “a sottoscrivere questo rinnovo del contratto nazionale, come era stato detto già da tempo”.

All’Aran, dunque, è stata accolta la richiesta avanzata dall’Anief fin dai primi incontri in Aran nel maggio scorso di volere sottoscrivere un contratto ‘ponte’ per assegnare subito le risorse stanziate per gli aumenti di stipendi legati alla parte tabellare dello stipendio e al salario accessorio parte, nella parte fissa e gli arretrati, così da trattare gli altri argomenti (livelli e ordini professionali, valorizzazione Dsga, mobilità, lavoro a distanza, relazioni sindacali) con una successiva sequenza contrattuale.

La firma segue l’accordo politico raggiunto con il Ministro Giuseppe Valditara a nome del Governo di giovedì pomeriggio con tutti i sindacati, reca per la prima volta la sottoscrizione di Anief, giovane sindacato fondato 14 anni fa a Palermo e diventato rappresentativo a dicembre del 2019. Secondo Marcello Pacifico “tocca adesso al Governo trovare in legge di bilancio le ulteriori risorse promesse per rivedere profili e livelli professionali, garantire la parità di trattamento giuridica ed economica tra i lavoratori, valorizzare tutte le figure professionali partendo dai Dsga, abolire i vincoli sulla mobilità e i passaggi di ruolo. Rimane la necessità comunque nella prossima tornata contrattuale di allineare gli stipendi all’inflazione e di arrivare alla media degli altri lavoratori in Europa”.