Ruby ter: giudici, ‘già da tempo indizi soldi Berlusconi a Karima’
Milano, 16 mag. (Adnkronos) – Già “un anno prima” dell’esame “in dibattimento” di Karima El Mahroug nel processo Ruby 1 “erano emersi plurimi indizi delle importanti elargizioni economiche in suo favore da parte di Silvio Berlusconi”. E’ uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza con cui i giudici del tribunale di Milano ha assolto il Cavaliere e gli altri imputati, tra cui la stessa Karima, perché, in sostanza, le ragazze andavano già indagate più di dieci anni fa per gli indizi che c’erano (i giudici li riportano tutti nelle motivazioni) sulla presunta corruzione. E andavano sentite come testi assistite da avvocati e con la possibilità di rimanere in silenzio.
Già all’indomani della pubblicazione sui giornali della notizia relativa allo ‘scandalo Ruby’, ossia nell’ottobre del 2010, parlava, intercettata, “con sicurezza ai suoi parenti e amici della promessa, da parte di Berlusconi, di 5 milioni di euro se lei avesse dichiarato il falso, accettando di passare per una bugiarda o una ‘pazza’”. Addirittura, scrivono i giudici, gli indizi e le “circostanze” elencate dal tribunale, legate alla “sostanza dell’accordo corruttivo tra El Mahroug e Berlusconi contestato dalla procura”, sono state “ritenute provate dalle intercettazioni note ai due collegi” dei processi Ruby e Ruby bis “ben prima della escussione” come teste della giovane di origine marocchina.
E “quegli elementi” imponevano “l’adozione delle garanzie previste per il dichiarante indagato di reato connesso”. Un ragionamento giuridico che i giudici replicano per le protagoniste delle serate di Arcore. E per non considerare le olgettine semplici testimoni ci sono anche altri elementi: la “documentazione bancaria e contrattuale”, le “testimonianze” del ragioniere Giuseppe Spinelli”, l’esito “delle perquisizioni e delle intercettazioni”. Dati che erano “tutti disponibili prima dell’escussione delle dichiaranti”.
