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Roma, inchiesta palazzo Provincia: archiviazione per Zingaretti e Raggi

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(Adnkronos) – Archiviazione per Nicola Zingaretti e Virginia Raggi nell’inchiesta aperta dalla procura della Corte dei Conti del Lazio in relazione all’acquisto da parte dell’ex Provincia di Roma, poi Città metropolitana, di uno dei due grattacieli realizzati all’Eur da Luca Parnasi. In particolare, si legge nel provvedimento firmato dal vice procuratore generale Gaia Palmieri, al centro dell’inchiesta, c’era l’ipotesi di un illecito erariale relativo al danno subito dalla Provincia di Roma (dall’1 gennaio 2015 Città Metropolitana di Roma Capitale), “complessivamente quantificabile in 89.876.284,58 euro”, derivante: per 69,5 milioni dagli oneri gestionali e finanziari cui l’Ente ha dovuto far fronte per costituire un Fondo comune di investimento “per acquisire l’immobile di nuova costruzione, da realizzarsi in area di proprietà di Europarco srl da destinare a sede unica dell’Ente”; e per 20,3 mln “dagli ulteriori oneri – spese di gestione della nuova sede e canoni di locazione passiva – sopportati a cagione dell’inutilizzabilità del suddetto immobile, nel periodo dal 28.12.2012” al “03.10.2014, epoca in cui risulta essere stato conseguito il certificato di agibilità e sono state eliminate le carenze in materia di sicurezza e prevenzione incendi che rendevano l’immobile de quo inutilizzabile”.

All’allora presidente della Provincia Zingaretti, difeso dagli avvocati Edoardo Giardino e Valerio Tallini, era stata contestato l’illecito relativamente ai 69 mln, insieme con altri (tutti archiviati), tra cui Antonio Calicchia (direttore generale pro tempore della Provincia) e Stefano Carta (dirigente pro tempore della Direzione Generale dell’Ente), e agli allora componenti della Giunta provinciale che espressero parere favorevole all’approvazione della delibera (lo stesso Zingaretti, Cecilia D’Elia, Massimiliano Smeriglio, Serena Visintin, Claudio Cecchini, Pier Michele Civita, Amalia Colaceci, Aurelio Lo Fazio, Patrizia Prestipino, Antonio Rosati, Marco Vincenzi).

Alla Raggi, difesa dall’avvocato Gennaro Terracciano, e ai componenti del Consiglio Metropolitano (anche loro tutti archiviati) veniva invece contestata l’adozione della “deliberazione n. 19 del 28.06.2019 in forza della quale si è proceduto all’acquisto della sede unica in forma frazionata mediante l’impiego di euro 10.000.000,00, finanziati con avanzo di amministrazione vincolato, nonché un mutuo, erogato da Cassa depositi e prestiti s.p.a., per un ammontare pari ad euro 45.000.000,00”.

Quanto alla seconda voce di danno di 20,3 milioni, corrispondente alle richieste risarcitorie avanzate dalla Provincia, le contestazioni erano state avanzate tra l’altro nei confronti di Calicchia e Carta (direttore generale pro tempore della Provincia e dirigente pro tempore della Direzione Generale dell’Ente), nei confronti dei quali, limitatamente a questa ipotesi, il procedimento va avanti.

A Calicchia viene contestato, che, “pur attestando nella nota n. 84727 del 30.05.2012 l’avvenuta positiva verifica sulla documentazione tecnica relativa all’utilizzabilità della sede, ha omesso di effettuare le necessarie dovute verifiche sull’esistenza del certificato di agibilità della sede” e a Carta, “sottoscrittore sia della nota n. 84727 del 30.05.2012 che dell’atto di cessione del contratto preliminare del 27.12.2012”, di “aver omesso le dovute verifiche sull’esistenza del certificato di agibilità della sede”.

Nel provvedimento, il vice procuratore generale Gaia Palmieri osserva che con riferimento “alla prima voce di danno ed alla scelta di costituzione del fondo è già intervenuto, in data 09/12/13 un provvedimento di archiviazione di questa Procura” che ha “escluso la sussistenza dell’elemento soggettivo della colpa grave” nei confronti di Zingaretti. Inoltre, sottolinea, “l’opzione di costituire un Fondo immobiliare ad apporto pubblico, nell’ambito di un più complessivo progetto di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare appare una scelta discrezionale sindacabile dal Giudice contabile entro limiti ristretti”.

Secondo la procura della Corte dei Conti, anche quelle del presidente e dei componenti del Consiglio Metropolitano che hanno adottato la deliberazione per l’acquisto della sede unica in forma frazionata ed il mutuo sono “valutazioni discrezionali che, alla luce delle controdeduzioni in atti, non appaiono caratterizzate da irragionevolezza o arbitrarietà – e perciò non sono sindacabili in questa sede”: in particolare, per la magistratura contabile l’acquisto frazionato e la contrazione del mutuo “risponde ad una logica di economicità” e “le modalità della condotta escludono l’integrazione dei caratteri della gravità della colpa, anche alla luce dei pareri espressi dagli uffici interni all’amministrazione (Avvocatura, Ragioneria, Dipartimento II)”.

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