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Riforme, Meloni a opposizioni: “Le vorrei condivise ma io le faccio comunque”

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Ancona, 8 mag. – (Adnkronos) – “Vorrei fare una riforma il più possibile condivisa, ma io la faccio comunque perché il mandato l’ho ricevuto dal popolo italiano”. Lo dice il premier Giorgia Meloni, alla vigilia dell’incontro con le opposizioni, chiudendo la campagna elettorale del centrodestra ad Ancona. “La priorità è legare chi governa al consenso popolare, serve stabilità: basta con le legislature ostaggio di chi cambia casacca, l’ho detto agli italiani, lo devo a loro”.

“Le opposizioni dicono che non è una priorità – scandisce Meloni rispondendo a distanza a quanto affermato dalla leader Pd – Io credo sia una priorità dire basta a governi creati in laboratorio sulla pelle dei cittadini e dare stabilità a questo Paese, con Governi che durino 5 anni, questa sì che è una priorità”.

“L’atteggiamento che mi aspetto” dal tavolo sulle riforme al via da domani “è lo stesso che offro io: è di apertura. Cerchiamo di capire se ci sono dei punti di sintesi in cui ci si può trovare tutti. Certo, da alcune dichiarazioni che leggo vedo delle chiusure pregiudiziali del tipo ‘non vogliamo nemmeno parlarne’ e non è quello che auspico. Dopodiché, io non arrivo con la mia ricetta o un modello ma con degli obiettivi: per me gli obiettivi sono garantire un rapporto diretto tra quello che fa il governo e i cittadini e garantire stabilità”, chiarisce Meloni.

“Si possono copiare altri modelli o inventarne di nuovi, ma quel che conta – sottolinea – è condividerli altrimenti uno prende atto che si vuole continuare a fare governi che passano sulla testa dei cittadini ma, sia chiaro, io ho un mandato. Io offro massima disponibilità se c’è disponibilità, ma non accetto atteggiamenti aventiniani o dilatori, nel senso che faccio quel che devo fare”, avverte.

“A me non interessa immaginare un uomo solo al comando. A me interessa immaginare che quando i cittadini eleggono un governo con un programma, quel governo – ribadisce – abbia cinque anni per realizzarlo e che le cose non cambino dopo tre mesi sulla base di parlamentari che cambino la casacca e governi che si fanno sopra la pelle dei cittadini. Questo non vuole dire che vengono meno i contrappesi del nostro sistema”.

“Poi bisogna costruirlo con dei contrappesi” il sistema nato da un’eventuale riforma. “A me non risulta che nei sistemi che vanno in senso più presidenziale o meno, il premierato – ci sono varie forme – non mi pare si possa dire che c’è un uomo solo al comando. Mi pare che però abbiano una efficacia nell’azione di governo e una capacità di mantenere il legame con gli impegni che hanno preso che è più solida della nostra. Negli ultimi anni – ricorda – noi abbiamo avuto politiche fatte sulla base di programmi che nessuno non solo non aveva votato ma neanche letto, nè esistevano. La democrazia è se io sono vincolato all’impegno che mi prendo con i cittadini. Cerco di trovare una soluzione per garantire che contino i cittadini: noi siamo intermediari dei cittadini, non siamo i padroni delle istituzioni. Questo è il mio unico obiettivo”.