Reale (Anm): “Governo incapace di fare riforma, sì al referendum”

Condividi questo articolo:

Palermo, 8 mag. (Adnkronos) – Premette subito che parla “a titolo personale” e non a nome della rappresentanza di ArticoloCentouno101 nell’Associazione nazionale dei magistrati, di cui fa parte, ma il giudice Andrea Reale, gip presso il Tribunale di Ragusa, si dice convinto che “questo governo non sarà capace di fare una riforma della giustizia, in termini sostanziali ed efficaci, contro gli attuali mali. Sono davvero pessimista”. E che il referendum per la riforma della giustizia, come propone il leader della Lega Matteo Salvini con i Radicali, sia “la strada più democratica e rispettosa anche del concetto di giustizia amministrata in nome del popolo”. “Però non possiamo confondere i piani – avverte il giudice Reale in una intervista rilasciata all’Adnkronos – E, soprattutto, bisogna vedere il quesito nei termini in cui viene posto e se, in qualche modo, questo genere di referendum possa spianare la strada ad altri attentati all’indipendenza del magistrato. Insomma, non vorrei che si passasse dalla padella alla brace…”.

“C’è il rischio” per il giudice Reale “che si possa arrivare a giustificare una sorta di controllo esterno della magistratura con delle riforme costituzionali della giurisdizione”. “Noi riteniamo che la Costituzione non vada riformata, per quanto riguarda la giurisdizione – dice – Noi ci lamentiamo del sistema elettorale per la scelta della componente togata del Csm. Perché avere trasformato il Csm in un organo politico è stata una aberrazione e anche contro lo spirito dei padri costituenti. Ma da lì ad andare a incrementare, come leggevo, la responsabilità penale dei magistrati, ce ne corre. Anche perché la responsabilità dei magistrati già c’è. Non c’è nessun magistrato che non paga, finisce anche in carcere, come tutti i cittadini. Un giudice va in carcere se sbaglia. Sulla responsabilità civile, invece, ricordo che già c’è stato un referendum che consente ed espone il magistrato al pagamento di eventuali risarcimenti tramite il Ministero della Giustizia, una formula fondamentale per garantire l’indipendenza del magistrato. Vi sarebbe, in caso di responsabilità diretta, il rischio di intaccare la serenità e terzietà nel giudizio. E non funziona. Sarebbe la negazione della giustizia nella sua declinazione di imparzialità”. E sul referendum dice ancora: “A me lo strumento referendario piace, anche all’interno dell’associazione. Per esempio, noi riteniamo che sia uno strumento fondamentale per ridare finalmente voce alla base. Anche i cittadini possono essere chiamati a parlare dei temi della giustizia, ma ci vuole una informazione innanzitutto corretta”.

Questo articolo è stato letto 3 volte.
Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net