**Quirinale: no rieleggibilità, stop Moro-Togliatti, casi 2013 e 2022 riaprono questione** (6)
(Adnkronos) – La proposta elaborata dalla commissione Bicamerale presieduta da Massimo D’Alema nella tredicesima legislatura prevedeva invece l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, con una durata del mandato di sei anni e la possibilità di una seconda elezione soltanto ma anche immediata.
Quanto ai vincoli temporali per lo scioglimento della Camera che esprimeva la fiducia al Governo, rimaneva l’istituto del semestre bianco unito all’impossibilità di sciogliere l’Assemblea di Montecitorio nel primo anno di legislatura, quando questa fosse iniziata dopo l’elezione del Capo dello Stato. Infine nella riforma costituzionale approvata dal centrodestra nel novembre del 2005 e poi bocciata nel referendum popolare, rimaneva la possibilità della rielezione del Presidente della Repubblica, mentre veniva abrogato il semestre bianco in quanto il potere di scioglimento del Capo dello Stato era radicalmente modificato e comunque legato alla richiesta del premier e al venir meno del rapporto fiduciario Governo-Parlamento.
Di divieto di rielezione e abolizione del semestre bianco si è tornati a parlare alla fine dello scorso anno, con l’approsssimarsi dell’elezione del Capo dello Stato, quando i senatori del Pd Dario Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali, e Luigi Zanda, hanno presentato un disegno di legge sulle due questioni.

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