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**Quirinale: Conte a caccia soluzioni, crepe M5S su Draghi al Colle e tentazione opposizione**

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Roma, 25 gen. (Adnkronos) – C’è addirittura chi parla di scissione, anche se dai vertici la risposta è netta: “Non esiste!”. Fatto sta che la partita Quirinale sta creando parecchie fibrillazioni all’interno del M5S. Con l’ex premier Giuseppe Conte che tira dritto sul no a Mario Draghi al Colle: “Il timoniere non abbandoni la nave in piena tempesta, deve restare a Palazzo Chigi”, il messaggio che consegna ai media e ai suoi. Compreso a chi, nel Movimento, invita con forza a non precludersi nessuna via, soprattutto sull’attuale presidente del Consiglio. In primis Luigi Di Maio, che teme un M5S isolato, che alla fine dei giochi resti col cerino in mano.

Ieri tra i due, come riportato dall’Adnkronos, c’è stato un confronto serrato e franco nella cabina di regia convocata in tarda serata, un ‘botta e risposta’ che ha monopolizzato parte della riunione. E in cui l’ex premier non ha mancato di rimarcare come sarebbe difficile per il M5S entrare in un nuovo governo, perché se Draghi salisse davvero al Colle allora verrebbe meno il motivo che ha giustificato, anche agli occhi degli elettori pentastellati, la nascita del governo di unità nazionale. Il messaggio sotto traccia, ma nemmeno troppo, è che il M5S potrebbe sfilarsi. Andare all’opposizione, o al massimo garantire l’appoggio esterno per responsabilità, cercando di recuperare quella parte di elettorato deluso dal Movimento governista. E riportando in squadra Alessandro Di Battista, che dall’esterno continua a tuonare contro Draghi, e con il quale Conte non ha mai interrotto i rapporti.

Su tutt’altra linea Di Maio, che ieri nel corso della cabina di regia ha sottolineato con convinzione come mettere veti su Draghi sarebbe un errore, perché il rischio è che il Movimento ne esca isolato, con le ossa rotte. Se Draghi resta a Palazzo Chigi, avrebbe ricordato inoltre Di Maio, io resto al mio posto, al ministero degli Esteri. Nessuna frizione, viene assicurato, ma un confronto politico serrato. Dove però è difficile trovare un punto di incontro, perché ognuno, raccontano diversi presenti, sarebbe convinto delle proprie ragioni. Conte fermo sulla volontà di non cedere: “Draghi al Quirinale non lo vuole, raramente l’ho visto così convinto…”, spiega un presente.

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