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Quirinale: Bersani, ‘Draghi in pole position ma va cercata alternativa’

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Roma, 12 gen. (Adnkronos) – “Draghi è sicuramente in pole position per il Quirinale, pur con tutte le subordinate del caso. Il punto è un altro: vogliamo dirlo che andrebbe cercata un’alternativa?” Lo afferma Pier Luigi Bersani, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “La verità -aggiunge- è che siamo incartati sia sui nomi che sui criteri e ci vorrebbe la mossa del cavallo, provare a metterci dal punto di vista di quello che si aspettano le persone comuni. Io penso questo: dobbiamo puntare su una persona seria, competente, che non si faccia portare a messa, come diciamo in Emilia (cioè che non si faccia condizionare, ndr). Uno che possa esercitare un po’ di autorità morale. Queste figure esistono. Per intenderci, cito una persona che non c’è più: l’ex presidente della Consulta Giuseppe Tesauro. Sarebbe stato perfetto. Se non lo si trova tra i politici, il nuovo Presidente, guardiamo fuori. Auspicherei un po’ più di generosità verso un Paese disorientato”.

“Draghi -dice ancora l’ex segretario del Pd- è già nel Palazzo. Non è fuori. Fa il premier. Magari fosse una donna, purché rispondesse alle caratteristiche che elencavo. Anche se c’è chi usa questo argomento come un diversivo”. Quanto al centrodestra “diciamo che hanno qualche carta in più”, ma l’ipotesi di elezione di Silvio Berlusconi “non mi sembra fattibile. Aggiungo però che pur avendo tutta la determinazione, tuttavia sa contare. Per il centrodestra, non certo per il bene del Paese, è persino doveroso dire che si sostiene Berlusconi. Nel loro mondo nessuno avrebbe fatto strada senza Berlusconi. Pare che Confalonieri abbia detto: ha fatto tanto per noi, ora noi faremo tutto per lui. È così”.

Quanto alle prospettive dell’attuale Governo e della legislatura, “con Draghi al Quirinale -conclude Bersani- non mi pare verosimile che il sistema regga. Non raccontiamoci la storia dei parlamentari attaccati alla poltrona, altrimenti non ci sarebbero mai state le elezioni anticipate. Insomma, dipenderà tutto dal voto sul Capo dello Stato. Ma ci si potrebbe anche accordare per andare avanti ancora un anno, a patto di iniziare a discutere di alcune grandi questioni prima del voto. Innanzitutto il lavoro, che è la nostra materia prima da mille anni. Sostenere che la scuola deve restare aperta scalda il cuore, ma vogliamo parlare di che cosa succede dopo gli studi?”

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