Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo-David di Donatello, 'Una battaglia dopo l'altra' vince il premio per il Miglior film internazionale-Nuoto, nel fondo a Golfo Aranci trionfo azzurro nella staffetta e il sigillo di Paltrinieri-Flotilla, procura Roma apre nuova inchiesta per sequestro di persona-FenealUil, Franzolini: "A congresso dal 13 al 15 maggio, insieme per costruire"-Casa, Franzolini (FenealUil): "Serve piano strutturale"-Scudetto Inter, Bonolis: "Vittoria della rinascita". Gianfelice Facchetti: "Chivu bella sorpresa"-Ucraina, attacco russo su Merefa: morti e feriti. Zelensky: “Putin deciderà tra guerra e diplomazia”-Energia, Franzolini (FenealUil): "Paese troppo dipendente da fossili, serve Piano"-Mathew Knowles al Wmf 2026, a Bologna il 25 giugno-BolognaFiere-Sig, accordo strategico per sviluppo di Iuc

Questore Palermo: “Così presi l’assassino di Falcone, fu Brusca ad azionare il telecomando’

Condividi questo articolo:

Palermo, 23 mag. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – “Ricordo tutto di quel giorno, l’adrenalina, l’attesa, e poi, finalmente, l’arresto di Giovanni Brusca” il boia che azionò il telecomando che alle 17.58 del 23 maggio 1992 fece saltare in aria le Croma blindate del giudice Giovanni Falcone, con a bordo la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Tutti morti. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è il questore di Palermo, Renato Cortese, che nel maggio del 1996 era alla squadra Catturandi della Mobile di Palermo a coordinare gli uomini che stavano dando la caccia a Giovanni Brusca, giovane e sanguinario boss di San Giuseppe Jato. “Io mi trovavo nella sala intercettazioni – ricorda Cortese, mentre attende l’inizio della messa a San Domenico, dove riposa il giudice – e da lì seguivo i miei uomini che stavano ad Agrigento”.

Sì, perché Giovanni Brusca è stato arrestato in una villetta vicino al mare dell’agrigentino. Dove si trovava, durante latitanza, con il fratello Enzo, ma anche il figlioletto Davide. Gli investigatori, i ‘cacciatori’ di Brusca, erano riusciti ad ascoltare la sua voce, grazie alle intercettazioni telefoniche, ma non sapevano dove si trovasse con esattezza. Così, fu un colpo di genio a scovare il latitante. Come ricorda oggi Renato Cortese, lo stesso che dieci anni dopo avrebbe messo le manette ai polsi del capo dei capi, Bernardo Provenzano, in una stalla vicino Corleone. Un ispettore ebbe l’idea di fare passare una moto smarmittata proprio mentre Brusca era al telefono. E mentre alcuni poliziotti erano appostati a pochi metri e altri poliziotti ascoltavano a Palermo la sua voce, la moto con la marmitta rotta è passata nei pressi della villa facendo un rumore assordante. “Era la prova che Giovanni Brusca fosse lì – ricorda oggi Cortese – Così abbiamo dato l’ok per l’intervento”.

Questo articolo è stato letto 4 volte.

I commenti sono chiusi.