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“Pietro è il terzo occhio di Luna Rossa”. Gianfranco Sibello, “il ruolo da tattico completa i due eccezionali timonieri”

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Roma, 1 mar. (Adnkronos) – “E’ come se Luna Rossa fosse una barca portata da un timoniere con tre occhi”. Con questa immagine Gianfranco Sibello, fratello del tattico e randista del team italiano Pietro, sintetizza all’Adnkronos “gli enormi progressi fatti dall’equipaggio” della barca che contenderà l’America’s Cup ai neozelandesi, un’accelerazione nelle prestazioni vista in mondovisione nel 7-1 inflitto al team inglese di Ineos Uk nella Prada Cup.

La carta giocata dalla squadra italiana a bordo dell’astronave Luna Rossa, cioè l’avere due timonieri e quindi fluidità e continuità nella conduzione della barca, si accoppia a un’altra mossa vincente: “la scelta di avere un tattico come Pietro, che ha un occhio straordinario per leggere il campo di regata”. Gianfranco, oggi preparatore olimpico delle Fiamme Gialle nelle classi Fx e Nacra e tecnico Fiv per il 49er, la classe con cui insieme a Pietro ha inanellato una lunga serie di successi internazionali, sottolinea che “su Luna Rossa si è completato nelle finali di Prada Cup un lungo e complicato percorso iniziato già dalle World Series” a fine 2020.

“Queste barche sono nuove e ogni team ha seguito una propria filosofia strategica. Poi purtroppo il Covid ha interrotto l’avvio dei confronti e sono arrivati, tutti, sostanzialmente impreparati in Nuova Zelanda. Nei primi confronti sono nate delle situazioni che si sono viste per la prima volta. Luna Rossa ha scoperto alcune peculiarità della scelta, quella dei due timonieri: la comunicazione tra i due, eccezionali, non era soddisfacente. A partire da Max Sirena sono stati molto bravi a capirlo, e all’epoca Pietro si dedicava solo alla randa. Lì hanno capito che potevano liberarlo un po’, soprattutto nei lati di poppa, per fargli leggere il campo di regata e aiutare Checco Bruni e James Spithill in questo”. In sintesi, Sibello “aiuta a leggere meglio acqua e vento e i due timonieri lavorano benissimo. E’ in posizione un po’ più elevata dei timonieri e ha una visuale più completa che, semplicemente, trasmette a chi ha in mano il timone e il foil di sottovento”.

A vedere le regate da fuori, dice il tecnico ligure, “si nota chiaramente la fiducia tra i 3 componenti, e questo è fondamentale. La partenza è il nostro punto di forza, si è visto con Ineos, grazie al doppio timoniere e a Spithill che ha un senso del tempo eccezionale: a quelle velocità non deve mancare. Ovviamente la velocità è fondamentale e non conosciamo quella di Team New Zealand, se sono simili Luna Rossa ha delle buone carte da giocare”.

Ora il punto è sapere chi sarà il tattico di New Zealand, al momento -come al solito in Coppa America le carte sono copertissime- ignoto. Sibello azzarda un pronostico, derivante dall’esperienza come equipaggio di 49er: “Peter Burling, il timoniere, a bordo ha il suo prodiere nella nostra classe, Blair Tuke. I due si conoscono a menadito, sono un equipaggio formidabile e campioni del mondo in carica, sicuramente il team non si farà mancare questa occasione. Anche per questo credo che sarà un duello tra loro e Pietro, perché non abbiamo potuto confrontarci a Londra 2012”. Una lotta tra 49ers dunque, ma su una barca di 20 metri che vola a 50 nodi: “sì, è un 49er un po’ grande”.

Sibello, infine, sottolinea “l’importanza, per tutti gli equipaggi, della scelta di avere a bordo velisti provenienti dalle classi olimpiche. Luna Rossa è stata molto intelligente in questo: hanno colpo d’occhio nelle scelte di campo, nelle raffiche e negli scarsi, decidono velocemente: è la new generation, e tutti sono coinvolti nella gestione delle vele, con la randa che si muove continuamente in microregolazioni anche se da fuori sembra ferma. Sarà uno spettacolo magnifico”.

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