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Piero Chiambretti naviga su Rai3: da lunedì ‘Finché la barca va’

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(Adnkronos) –
Piero Chiambretti prende il largo su Rai3. Il conduttore torna sulla terza rete Rai da lunedì con una striscia in access prime time tutta nuova, 'Finché la barca va', in onda da una barca in movimento sul Tevere. "Mollo gli ormeggi per viaggiare sul fiume che ha dato i natali a Roma, tra passato, presente e futuro", dice Chiambretti in un'intervista all'Adnkronos. La nuova trasmissione va in onda alle 20.15, in una collocazione che il Piero nazionale ha già frequentato con successo nei primi anni '90 con 'Il portalettere': "Per due anni, nel 1991 e nel 1992, andavo prima di 'Blob', ora vado subito dopo. Non è una collocazione facile, con i maggiori tg nazionali in onda. Ma non abbiamo l'ambizione di fare concorrenza all'informazione battente, piuttosto di offrire un'alternativa affascinante", sottolinea.  
In ogni puntata, Chiambretti inviterà a bordo "un ospite, un personaggio del giornalismo, della cultura, della politica, dello sport, del costume o dello spettacolo per dialogare, immersi nella bellezza di questa Roma da cartolina, e interrogarsi su dove stiamo andando e in che acque stiamo navigando, tenendo ben presente che siamo tutti sulla stessa barca", ironizza. Della barca Chiambretti sarà "l'armatore, ma all'occorrenza anche il mozzo", accompagnato da un vero equipaggio composto dal comandante e dai marinai: "Ma non avremo le magliette a righe orizzontali, quelle – scherza – le lasciamo a Marzullo. L'equipaggio sarà però vestito di blu e bianco, come nelle migliori tradizioni marinare", assicura. "Quando il meteo ce lo consentirà staremo all'aperto sul ponte. Ma siccome lunedì è prevista un'alluvione potremmo anche stare all'interno. La barca è ben arredata e illuminata. Facendo le prove in questi giorni e passando sotto 6-7 ponti del centro di Roma abbiamo già ricevuto grida festose ed appelli di ogni tipo. Quindi contiamo anche sul pubblico dei passanti fluviali", ride.  
L'idea del programma "è nata più di cinque anni fa – racconta Chimabretti – e sono anche emozionato nel vederla finalmente in tv, con tutti i pregi e i difetti di una cosa mai realizzata. Un'idea che unisce l'utile al dilettevole: il piacere di vedere da un punto d'osservazione privilegiato e inusuale una Roma di notte o all'imbrunire (e infatti il programma andrà in onda anche su Rai Italia, il canale Rai per l'estero, ndr.) e il panta rei di Eraclito". La scelta del fiume è legata proprio a questo, "perché non solo tutto scorre ma tutto si modifica: sulla barca parleremo della relatività e della precarietà del viaggio su questa terra, dove la mutevolezza e la velocità cambiano continuamente la nostra posizione e il nostro punto di vista. Ce l'hanno dimostrato anche gli ultimi anni, giorni, ore. La velocità con cui la guerra ha preso quota, poi si è trasformata in un'altra, poi lo sberleffo, poi le scuse, poi armiamoci e poi facciamo la pace. È un continuo andare e venire…", sottolinea riferendosi all'attualità geopolitica in fermento, tra Usa, Russia, Ucraina ed Europa.  In questo clima di trasformazioni repentine, anche il festival di Sanremo non è più una certezza per la Rai, stretto tra una sentenza del Tar e una gara d'appalto: "Se il festival non dovesse più essere fatto a Sanremo propongo che lo si sposti a Roma e lo si chiami San Pietro, che è l'arbitro di tutti i santi", è la soluzione di Chiambretti che però non trascura di fare un endorsement a Torino, la sua città: "Siamo prontissimi. In quel caso però si potrebbe chiamare San Piero?"  Infine una battuta sull'impatto con la Roma giubilare, visto che il programma impone al conduttore una lunga residenza romana: "Ma non ho visto grandi cambiamenti. Ho trovato il solito traffico, la solita matriciana e anche la solita simpatia dei tassisti. Per ora sul fiume non ho visto nutrie. Ma vorrei dedicare una miniserie alla fauna fluviale all'interno del programma, una minifiction che si chiamerà 'Toponomastica'…", conclude sorridendo. (di Antonella Nesi) —[email protected] (Web Info)

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