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Pd: Parisi, ‘nuovo Ulivo? Letta fa bene a provare ad unire’

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Roma, 28 giu. (Adnkronos) – “Come dissentire?”. Arturo Parisi risponde così quando gli si chiede del richiamo al modello Ulivo ribadito anche oggi da Enrico Letta in un’intervista. A costruire una coalizione “comunque ci si deve provare. Letta fa bene a gioire per il successo del centrosinistra nell’ultimo turno di elezioni amministrative. E fa bene ad investire sulla maggiore capacità coalizionale dimostrata”, dice Parisi, tra i fondatori dell’Ulivo, all’Adnkronos. Letta come un nuovo Prodi? “Perchè no?” ma “la sua condizione di segretario più che la parte di Prodi lo porterebbe invece a fare, certo a modo suo, quella che fu di D’Alema”.

Professor Parisi, Enrico Letta si prepara alle politiche del ‘23 richiamandosi al modello Ulivo. Partecipazione ed espansione. Quella formula è ancora attuale per battere la destra di Salvini e Meloni? “Come dissentire? Radicamento tra i cittadini e apertura a tutte le posizioni non incompatibili con il proprio progetto di governo sono i fattori principali di ogni processo veramente democratico. Che questo poi assicuri la vittoria è un’altra cosa. Ci sono regole e situazioni che premiano la divisione contro l’unità, e l’autoritarismo rispetto alla partecipazione”.

Lei spesso ripete che senza maggioritario non c’è l’Ulivo ma una quota di collegi c’è nel Rosatellum. Servono le coalizioni. Prodi riuscì ad unire. E possibile farlo anche oggi? Unire da Calenda a Conte? E come? “Diciamo che comunque ci si deve provare. Letta fa bene a gioire per il successo del centrosinistra nell’ultimo turno di elezioni amministrative. E fa bene ad investire sulla maggiore capacità coalizionale dimostrata ancora una volta dal centrosinistra rispetto al centrodestra in elezioni maggioritarie a doppio turno come sono quelle per il governo dei comuni”.

“Peccato -osserva Parisi- che la competizione politica nazionale sia completamente diversa, spinta com’è da una tendenza al ritorno al proporzionale alla quale proprio il Pd ha dato purtroppo un contributo sempre più determinante. Chissà? Magari, contro tutti i propositi, auspici ed impegni formali si resta al Rosatellum, con i suoi collegi uninominali maggioritari. Vedremo. Al momento l’esperienza recente ci dice che il centrodestra ha usato i collegi maggioritari per spartire tra i partiti apparentati i seggi in più conquistati in nome di una unità inesistente. Sono sicuro che Letta riuscirebbe a usarli invece al meglio”.

“È vero che la quota proporzionale del Mattarellum bastò a imporre la sua logica proporzionale ad un sistema prevalentemente maggioritario. Ma immaginare all’opposto che la quota maggioritaria del Rosatellum riesca ad imporre una logica maggioritaria ad un sistema proporzionale è a mio parere poco più che una illusione”.

Letta può essere il nuovo Prodi? “Se stiamo al curriculum di governo e alla esperienza politica pregressa, ambedue di indiscutibile rilievo sul piano personale dovrei rispondere: perché no? Sul piano strutturale, visto che all’interno del Nuovo Ulivo lui stesso riconosce che il Pd è condannato a fare la parte del fratello maggiore, la sua condizione di segretario più che la parte di Prodi lo porterebbe invece a fare, certo a modo suo, quella che fu di D’Alema”.