Pd: effetto presidenziali Usa, per l’Assemblea occhi puntati sugli ‘swing State’
Roma, 26 feb (Adnkronos) – Effetto presidenziali Usa sulle primarie del Pd. “Attenzione, si può fare notte!”, mettono in guardia dal Comitato Schlein. La questione è quella della composizione della nuova Assemblea nazionale, il ‘parlamentino dem’. Ogni regione ha un ‘peso’ elettorale diverso e, quindi, elegge un numeri di delegati differente. Conta allora vincere non tanto in senso assoluto ma nelle regioni più forti elettoralmente, la Lombardia per esempio.
“In passato, il vincitore delle primarie era stra favorito, vinceva e faceva man bassa di delegati -spiegano al Comitato Schlein-. Quest’anno, per la prima volta nella storia del Pd, le primarie sono contese. Quindi, bisognerà contare bene i voti di lista e verificare il numero di eletti”. Un lavoro che può essere complesso e, quindi, “si può fare notte”. Sarebbe uno scenario inedito in casa dem, con i numeri dell’Assemblea in bilico.
E’ la stessa situazione che si verifica nelle elezioni presidenziali americane, dove ogni Stato elegge un numero differenze di grandi elettori che poi scelgono il presidente. Come negli Usa, quindi, anche per le primarie ci sono regioni più importanti e gli Stati ago della bilancia: “Lo swing State italiano è la Toscana”, suggeriscono a Comitato Schlein.
