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Pd: comitato costituente, ‘difendere democrazia Ue da ingerenze esterne’

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Roma, 19 dic. (Adnkronos) – “È fondamentale proseguire negli sforzi di difesa della democrazia italiana ed europea da ingerenze esterne”. E’ uno dei punti emersi dalla riunione del sottocomitato ‘L’Italia in Europa e nel mondo’ nell’ambito del percorso costituente del Pd. L’incontro, aperto e chiuso dal segretario Enrico Letta, ha affrontato diversi temi.

Letta ha indicato un traccia di discussione ponendo alcuni interrogativi: “Riteniamo di doverci battere per una riforma dei trattati e un orizzonte comune a 27, superando l’unanimità, oppure dovremmo avere un approccio pragmatico per avanzare dove possibile con chi è disponibile, anche al di fuori dei trattati? Oppure ancora, è possibile individuare una via mediana tra questi due approcci?”. E poi, “se l’orizzonte sono gli Stati Uniti d’Europa, come rafforzare la democrazia europea?”.

Ed ancora: “Come bilanciare l’esigenza di costruire una rete di relazioni globali per governare le grandi sfide che abbiamo davanti, con la necessità di difendere i diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia? Per quale visione del multilateralismo dovrebbe battersi il nuovo Pd, cercando di evitare uno scenario West vs. the Rest?. Nella lettura della crisi della globalizzazione e nell’elaborazione di una visione per il futuro, che approccio economico e quali regole e standard propone il nuovo Pd? Considerando anche il contesto caratterizzato dalla guerra in Ucraina e da crescenti tensioni internazionali, quali punti chiavi deve esprimere il manifesto del nuovo Pd per fissare i principi della pace e del rispetto dei diritti umani? Oggi ci troviamo nel secolo della mobilità e delle migrazioni. Come gestire questo fenomeno? Che ruolo per l’Europa?”.

Oltre al segretario, sono intervenuti tra gli altri Filippo Andreatta, Brando Benifei, Andrea Romano, Laura Boldrini. Tra gli spunti principali emersi, la globalizzazione “che abbiamo conosciuto negli ultimi trent’anni oggi non è più sostenibile. Occorre sviluppare un approccio innovativo capace di mantenere un equilibrio tra necessità di apertura e necessità di protezione”.

E poi “l’Agenda per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite è un punto di riferimento fondamentale per declinare un nuovo approccio di gestione della globalizzazione. Il nuovo ordine multilaterale deve restare ancorato al rispetto dell’ordine legale internazionale, garanzia di equilibrio nell’arena delle potenze internazionali. Nel processo di integrazione europea, l’orizzonte federale resta la nostra grande ambizione, ma serve mantenere un approccio pragmatico per avanzare dove possibile con i Paesi interessati a farlo”.